Come appagare cinque sensi più uno, in una settimana

2 ottobre 2011
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La realtà è che io, senza fare una benemerita fava, sto benissimo.

Giuro.

Le giornate mi passano che è una meraviglia.

Appurato che non ho fatto vacanze e che la stanchezza di un anno duro si fa sentire e che ho chiuso la stagione con un agosto decisivo per il crollo fisico, arriva una settimana che percepisco tranquilla.

Decido che devo sfruttarla per riprendere il contatto con me stessa, per trattarmi un pochino bene, per appagare almeno cinque dei miei sensi.

Allora via al programma cinque sensi.

Il senso del GUSTO.

Cucinare cose buone per me e per gli altri. Assaporare il piacere di nutrire le persone care e il proprio corpo, trarre beneficio dall’appagamento che ne deriva.

Senso del Gusto. Fatto.

Il senso della VISTA e il Senso dell’UDITO.

Il Milano Film Festival è un evento che dura una settimana e coincide proprio con la mia settimana tranquilla.

Prevede la proiezione di cortometraggi e lungometraggi, in varie sale dislocate nel centro di Milano e in tutte le ore della giornata e della nottata.

Tra una proiezione e l’altra la prassi è prendere un bicchiere di vino fuori dal Teatro Strehler e  tessere fitte relazioni pubbliche.

Mi proietto così da una casetta sull’albero, dove mi chiudo per pensare, disegnare, scolpire, cucire, tramare e ordire a una situazione dove i verbi diventano raccontare, ascoltare, valutare, interpretare, interiorizzare, diluire, sabotare, coltivare, incontrare.

Il colpo psico fisico è fortino.

Più che altro la prima sera, poi t’abitui subito. Però, la prima sera, ti senti veramente un disadattato, uno di quelli che non sa stare in mezzo alla gente, che arriva anche a pensare: “Oddio. Non riuscirò mai più ad integrarmi”.

Invece tutto passa e ti ritrovi a vedere e sentire un film che appaga udito e vista in modo inaspettato: W ZAPPATORE di Massimiliano Verdesca.

Senso della Vista e senso dell’Udito. Fatti.

Senso dell’OLFATTO.

Calcola che subito dopo il Film Festival, a Milano parte la Vogue Fashion’s Night Out e quindi  proviamola. Visto che di solito lavoro sempre e non riesco mai a passare, famo’ pure questa.

Incubo.

Immagina un fiume di gente fittissimo che riempie almeno 9 km quadrati di centro città.

Capiscimi: non ci stavo dentro.

Un conto è il sagrato di un teatro, uscire da sola e trovarti in trenta, un conto è un carnaio di gente fashion e tirata a nuovo (taluni), vestiti come se essere ridicoli significhi essere à la page (talaltri).

Finisce che mi rinchiudo dentro all’ unico negozio vuoto di via Bagutta: L’ Artisan Parfumeur.

Pace, silenzio e profumi di pregio.

Con l’ amica Valentina Sansoni cominciamo un percorso olfattivo che ha del miracoloso. Accompagnate da una venditrice dal talento e dal naso unici, riusciamo a odorare immagini, con accenni di psicanalisi pesa.

Ne usciamo con maggior consapevolezza sul nostro Io e con tre profumi.

Scopriamo di corrispondere, olfattivamente, l’una all’intenso incenso di una cattedrale neogotica che, smanioso di innalzarsi al Supremo, sale verso un rosone da cui filtra una luce ultraterrena.

L’altra a un mix tra gli odori di un circo (fatti di pelo di cavallo sudato, cuoio di sella, fieno) e gli accenti fiorati di una signorina bon-ton anni ’40.

Senso dell’ Olfatto. Stra-fatto.

Il senso del TATTO.

Per finire in gloria la mia settimana tranquilla, all’insegna dell’appagamento dei sensi, eccoti la festa per l’apertura del ">nuovo flag store Pirelli, nel cuore di Milano.

Io propongo d’inserire feste così nel programma scolastico nazionale, davvero.

Niente più gite scolastiche ai mosaici di Aquileia, ma feste con i VIP per i ragazzi della scuola media inferiore e superiore.

Allora un ragazzino avrebbe l’opportunità di capire che il potere molto spesso rende sgarbati, che la celebrità crea dipendenza all’Ego, che accettato il primo compromesso con la propria integrità poi la strada è tutta in discesa, che “Amazing” detto a profusione ti rende una persona poco credibile.

Senso del Tatto. Fatto.

Il SESTO SENSO.

Da questa settimana, inaspettatamente, anche il mio Sesto Senso esce rinfrancato, forte, sereno e, soprattutto, chiacchierone.

E lui mi dice che molto spesso l’incontro tra il cielo e la terra sembra essere laggiù, sulla linea dell’orizzonte. E invece no, ">è nei nostri cuori che cielo e terra si fondono davvero, quando si riesce a vivere in modo appassionatamente gioioso anche una vita ordinaria.

Sesto Senso. Fatto.

 

Indirizzi utili per appagare i cinque sensi:

GUSTO: a casa tua. Cucina con amore per gli altri.

VISTA E UDITO: W ZAPPATORE, regia di Massimiliano Verdesca

OLFATTO: “L’Artisan Parfumeur” via Bagutta, 8. Milano. Chiedere di Nicole.

TATTO: cerca di andare a feste con VIP. In particolare, cerca i VIP in saldo: sanno regalare momenti altissimi di bassezza.

SESTO SENSO: mi dispiace ma per questo te la devi cavare da solo.