diMissioni Berlusconi: se n’è poste tante

10 novembre 2011
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In queste poche ore s’ è già analizzato di tutto: e il bigliettino (fotografo lungimirante, perbacco), e la scritta in terza persona (il tocco vintàge che regala il Maestatis, uuu, non me lo dica signora mia), e l’ oroscopo del giorno per la Bilancia (grande Paolo), e il passo di danza con Bossi (un passo indietro io un passo a lato tu, ed è un attimo che finisci in villaggio ad insegnare ">el tiburon).

Alla fine è andata come avevo detto in un altro post (riecchitelo TIè): testa a testa con Belen per la guglata selvaggia e anche per lui, come per lei, analisi di ogni singolo fotogramma.

Per il video hard di Belen hanno analizzato la gomma da masticare anche quando non masticava, il gattino curioso, la colonna sonora, anal si o anal no.

Per quanto riguarda la volgare tragicommedia politica di questi giorni, almeno sull’ anal siamo tutti sicuri, no?

Certo, vista la posizione assunta dal nostro Paese (traducasi geometricamente in 90°), ora abbiamo bisogno di qualcuno che ci governi con serio impegno, con geniale logica e ce la faremo, ne sono certa.

Con tutte le menti brillanti che son lì in coda da anni aspettando che se ne vada, con tutto il tempo che hanno avuto a disposizione per studiare dei piani molto più efficienti dei suoi, vedrai come si ristabilizza tutto subito.

Però, vuoi mettere quanti stimoli creativi ci mancheranno?

Solo lui era capace di salire su un palco, durante una festa fatta per autocelebrarsi, raccontare una barzelletta autocelebrativa (dove Dio ne esce sfottuto), non impappinarsi mai, far ridere la platea e far dimenticare a tutti, anche solo per quell’ istante in cui ti imbamboli davanti ai suoi tempi teatrali ben scanditi, che era uomo istituzionale di un Paese e non uomo di spettacolo.

Ma vuoi mettere?! Ma a chi lo facciamo fare adesso?

Che poi, per risalire dall’ abisso di disperazione l’ unico modo è ridere; il cervello, attraverso l’ impulso della risata, manda il messaggio al resto del corpo che la situazione non è così grave.

Lui lo sapeva. Faceva così apposta: cazzata/risata, uscita infelice/risata, uscita drammaticamente infelice/risata, gaffe internazionale/canzone napoletana.

Poi uno ci pensa un paio di minuti e si dice che no, era proprio grave quella frase piuttosto che quella battuta piuttosto che quel reato. Però intanto son passati dei minuti e passano anche gli anni così, in fretta.

Insomma, di chi sparleremo ora?!

Ha ispirato molti come ad esempio Gegé e la Renzo Arcore Orquestra; ">QUESTO genere di documenti son da vedere, fino alla fine, perché son gesti artistici. Personalmente non credo d’aver visto una cosa più bella nella mia vita e vedrai come spopolerà nell’ estate italiana ‘012.

Nuovi spunti al ballo di gruppo e a Gegè, chi li darà ora? Chi? Ditemelo! Chiiii?

Che futuro incerto.