Chiara Corbella: storia di una donna luminosa anche nel dolore

6 giugno 2013
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Una donna si ammala di tumore, decide di rimandare le cure per il bene del bimbo che porta in grembo e muore. La scelta di Chiara e la sua storia a un anno dall’Anniversario della sua nascita in cielo.

Non è facile parlare di Chiara, del suo mondo, della scelta compiuta con il marito Enrico e di loro  figlio, Francesco, rimasto orfano di madre perché lei, Mamma Chiara, ha deciso di celebrare la vita morendo.

Chiara Corbella 28 anni, si è spenta mercoledì 13 giugno dello scorso anno, a mezzogiorno. Due giorni dopo vennero celebrati i funerali nella chiesa di Santa Francesca Romana, all’Ardeatino.

Una scelta coraggiosa quella di Chiara, vissuta come l’unica possibile quando, di fatto, non lo era e mi sembra rispondere alla sua volontà divulgandola.

Questa donna e suo marito Enrico sono riusciti a superare sofferenze inaudite grazie a un radicato senso di Fede verso la volontà suprema del Dio in cui credono.

Ascoltando Chiara in un video dove si racconta, le sensazioni che mi assalgono creano un sali-scendi d’emozioni a impatto fortissimo, destabilizzandomi, commuovendomi, scuotendomi eppure lei, Chiara, ha una voce ferma, sicura, tremante d’emozione solo a tratti, come chi sa qualcosa che ai più non è dato sapere. In lei vedo il potere della Fede, ottenuto attraverso un percorso tutt’altro che semplice, che sembra passare attraverso la voce vellutata e rasserenante di una ragazza bellissima e radiosa che pure ha sofferto. Tanto, tantissimo.

Chiara ed Enrico sono una coppia di ragazzi giovani, forti, in salute, presenti nella comunità come cristiani osservanti, impegnati nei propri studi, nell’impostare un futuro roseo fatto di famiglia e amore e impegno e preghiera, sempre sorridenti, passano anche una crisi di coppia, per un periodo si allontanano, la superano e decidendo di scegliersi. Innamorati, si sposano.

Per una coppia così Dio non può che avere in serbo il meglio del meglio ma, come anche Chiara dice, le cose non vanno sempre come si vuole perché Dio mette in ognuno di noi una verità che non può non essere vista. Chiara rimane incinta, la bambina è affetta da una grave forma di anencefalia, Chiara lo scopre da sola perché Enrico, in quei giorni, è ricoverato in ospedale (operato di una cisti di natura sospetta che in seguito si rivela benigna); Chiara deve dire al marito che la loro bambina non ha speranze di vivere dopo la nascita. Insieme, decidono di portare avanti la gravidanza e di seguire la volontà di Dio. La piccola Maria Grazia Letizia nasce e muore dopo mezz’ora.

In seguito Chiara rimane ancora incinta, il bimbo si chiamerà Davide, anche lui è affetto da gravissime malformazioni che gli rendono impossibile la vita dopo la nascita ma, ancora una volta, decidono di portare avanti la gravidanza perché l’aborto per questa coppia non è mai una soluzione ma una presa di posizione contro la volontà di Dio.

Arriva anche la terza gravidanza: Francesco, che risulta essere un feto senza complicazioni. Al quinto mese Chiara scopre di avere un carcinoma alla lingua. Urgono cure di chemioterapia e radioterapia per salvarle la vita ma questa non è la priorità di Chiara, non ha dubbi: la vita che va difesa è quella di Francesco, il figlio che porta in grembo. Sempre nel rispetto della volontà di Dio, Chiara decide che si sottoporrà alle cure solo dopo la fine della gestazione.

La storia di Chiara la leggo per la prima volta in un week end di sole e di riposo, di piccole gioie fatte di un giornale e una brioche comprata dal panettiere, che ogni tanto ci si tratta bene. È così che scopro il suo sorriso, tenace e bellissimo e feroce nel non volersi perdere mai.

Chiara, dopo la diagnosi medica che la dichiarava malata terminale, ha chiesto un miracolo: non la guarigione, ma di far vivere questi momenti di malattia e sofferenza nella pace a lei e alle persone più vicine.

Chiara per il suo funerale non ha voluto fiori ma piantine da regalare ai presenti, perché a loro rimanga un dono vivo.

Chiara scrive una lettera a Francesco che Enrico gli darà, quando sarà il momento.

Chiara confida a Enrico che “forse la guarigione in fondo non la voglio, un marito felice e un bambino sereno senza la mamma rappresentano una testimonianza più grande rispetto ad una donna che ha superato una malattia. Una testimonianza che potrebbe salvare tante persone…”.

Durante la funzione che celebrò la nascita al cielo di Chiara, il Cardinale Vicario Agostino Vallini disse: “Io non so cosa Dio abbia preparato per noi attraverso questa donna ma è sicuramente qualcosa che non possiamo perdere; perciò raccogliamo questa eredità che ci ricorda di dare il giusto valore ad ogni piccolo o grande gesto quotidiano”.

 

Il sito ufficiale in ricordo di Chiara comunica che Giovedì 13 Giugno 2013 alle ore 17.00, presso il Santuario del Divino Amore sarà celebrata la Santa Messa a un anno dalla sua scomparsa.

Seguirà un incontro con la testimonianza del marito Enrico, dei familiari, di Padre Vito D’Amato e di altri amici che le sono stati accanto.

Se desideri presenziare alla funzione eucaristica, comunicalo qui.

 

Parte di questo post venne da me scritto in data 17 giugno 2012, per la rubrica quotidiana MONDO DONNA di Blogosfere. Dopo le mie dimissioni la redazione ha deciso di censurarlo per ragioni a me ignote. Lo ripropongo in occasione dell’anniversario di Chiara, con amore e un grande abbraccio alla sua famiglia.