SEVENTY window: “Drop the mask!”

16 febbraio 2015
Condividi su

 

#window #papercraft

 

drop-the-mask-vetrina-elena-borghi

 

 

Visual merchandising for SEVENTY boutique | February 2015

Boutique via Manzoni 46, Milano.

“Drop the mask!”, papercraft.

Photos by Mezcla Photography

 

drop-the-mask-elena-borghi-papercraft-detail

“Drop the mask!” detail.

 

La realtà non è come appare e per questo dobbiamo apprezzare il sacro dono del sogno, dobbiamo superare le illusioni sulle quali fondiamo la nostra vita per poter percepire la verità delle cose di tutti i giorni, per avere il coraggio di affermare positivamente la nostra personalità al di là degli stereotipi che gli altri o noi stessi ci siamo attribuiti.

 

drop-the-mask-elena-borghi-papercraft-detail

“Drop the mask!” detail.

La libellula simboleggia il cambiamento e le illusioni per via del suo corpo dai colori cangianti. Così gli aborigeni australiani insegnano a evocare l’energia della libellula quando si devono attuare cambiamenti importanti.

Essa trascorre la maggior parte della sua esistenza nel fondo di uno stagno, come larva immersa nella melma e, solo alla fine della sua esistenza, sfida il peso dell’acqua per dirigersi verso la luce del sole e imparare a volare. La piccola ma tenace libellula riesce a farsi strada tra le minacce di pericoli inattesi (imprevisti della vita), supera il peso dell’acqua (il subconscio) e arriva a ottenere quello di cui ha bisogno per cambiare ed evolvere.

Lo stesso ventaglio vuole rappresentare la risurrezione, come da simbologia cinese.

drop-the-mask-elena-borghi-papercraft

“Drop the mask!” 

È con la maturità e la profondità raggiunta nella consapevolezza del proprio carattere che si trova il coraggio di uscire da un involucro costrittore per far affiorare tutto il potenziale inespresso.

drop-the-mask-elena-borghi-papercraft

“Drop the mask!” 

Quindi via la maschera sociale, via la maschera della menzogna, via la maschera di una recita che non ti fa evolvere!

Elena Borghi for SEVENTY

 

Un ringraziamento particolare al prezioso contributo di Chiara e Carlo.