Non avrai il mio cuore

15 luglio 2016
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Hearty-Heart-elena-borghi
Nessuno di noi è completamente libero dal momento in cui viene sulla Terra.
Con questo ho dovuto fare i conti e, dopo tanti anni di lotta interiore, lo accetto a testa bassa come un dato di fatto.
Ma, attenzione, ecco ciò che ti apparirà come l’ovvietà buonista del giorno: tutti noi possiamo essere liberi nel cuore se accettiamo di non cedere all’odio. Scusami, non ho trovato altre parole per esprimere un concetto che, come tutti i macro concetti, è semplice e vero e quindi un po’ stucchevole, forse.
L’accanimento tra i popoli, questo vogliono.
La tristezza alimentata dalla paura, questo vogliono.
L’allontanamento ulteriore da una spiritualità e da una fede che nulla hanno a vedere con l’orrore creato dal libero arbitrio, questo vogliono.
Perché tutto questo rende schiavi. Perché tutto questo rende denari.
Una volta le masse erano plasmate dal timore verso Dio. Ora che in molti Paesi del mondo non è più così efficace, Dio è stato sostituito da altri strumenti atti a manipolare i cuori delle genti.
Quel Dio assetato di vendetta verso l’uomo è diventato furia cieca che passa, improvvisa.
Quell’inferno che veniva promesso alle anime di corpi che non si erano assoggettate ai voleri di Dio rivisti da discutibili leggi dell’uomo, ora è inferno da vivere in carne e ossa, in vita, sulla Terra.
Ma il risultato non cambia e l’umanità è uguale a quella di sempre: soggiogata dalla paura che, piantata come un seme in cuori senza difesa, germoglia e cresce veloce come impestante pianta dalle radici solide.
L’umanità del 2000 d.C. ecco, forse ha una grave aggiunta: quella di un narcisismo che, seppur diagnosticato in tempi non sospetti, ha attecchito e dilaga come un cancro lento e nefasto, frutto esso stesso di manipolazione.
Non ho perso nessuno di caro in questi attentati. È come parlare di maternità senza essere madre.
Che ne sai tu? Cosa ne vuoi sapere del dolore? Cosa sai, di vederti strappar via un caro da gente che neanche sai cosa vogliano dire? Cosa ne sai del vuoto che rimane?
Non ho perso nessuno a cui volevo bene in nessun attentato ma perdere la mia libertà di credere nell’umanità, quella, sarebbe altrettanto atroce come perdita. La più atroce perché è come morire rimanendo vivi.
Io mi rifiuto di cedere al ricatto e diventare uno zombie affamato di teste.
Non avrai il mio cuore per farne incubatrice nera di odio e di paura.
Non avrai le mie parole nere di sentimenti devastanti, come catrame su lievi piume d’ala.
Puoi provarci, questo sì, è un tuo diritto. Prova allora a venire da me e a prenderlo, strapparmelo dal petto.
Prova allora a bucarlo, ancora pulsante e a impiantarci quel tuo seme di nero presagio.
Non troverà terreno nella luce. Brucerà all’istante quel piccolo seme ricco di principi sbagliati pronti a crescere e arrampicarsi forti.
E allora, finché vivrò, porterò la luce più che potrò, perché rinnegare Dio è far vincere la tenebra.
E tu sei nato per essere essenza divina in contenitore terreno. La tua anima deve stare al corpo come il miele al favo.
Che tu possa diffondere contentezza e dolcezza.
Che il tuo cuore possa essere sempre al caldo.