Mucchietti ordinati di scarti, attrezzi da ringraziare e inconvenienti che sollazzano

6 settembre 2011
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Uno magari pensa “Chissà quali fasi pazzesche vanno a formare un atto creativo?”.

In effetti ci sono anche quelle ma i due momenti veramente importanti durante la realizzazione di un progetto sono i seguenti: scopare a terra a fine giornata e riporre gli attrezzi a lavoro ultimato.

Dopo sedici ore di lavoro, che si vanno ad aggiungere a quelle del giorno prima (che erano altrettante) e a quelle che verranno il giorno dopo (che saranno di più), ripulire a terra con la scopa, dà un grande senso di ordine mentale.

Mentre raduni, in un mucchietto, scarti di tessuto, pezzi di cartoncino, fili, spilli, e quant’altro, anche nella tua di mente  si fa un mucchietto di pensieri ordinati, relativi a “cosa fare il giorno dopo”.

Questo mucchietto ordinato di pensieri, è sempre una buona base da gettare prima di andare a dormire il Sonno dei Giusti.

Ho appena finito un allestimento per la nuova vetrina di Accademia del Cashmere (se vuoi vederla clicca QUI).

Questo fa si che io possa riporre ordinatamente gli attrezzi, poiché hanno cessato di compiere il loro dovere ed è giunto il momento di ringraziarli per questo.

Io e TreeBird ci troviamo quindi ad essere debitori dei servigi fondamentali di: forbici da tessuto di due diverse misure, dime usate per fare le foglie , dime usate per fare le piume, barattolo di colla da pelletteria usata per accoppiare il lavorato di maglia al cartoncino, pennelli usati per stendere la colla, spoletta di filo grigio per rinforzare con il cucito le giunture, spilli per aiutarmi nel cucito, schiacciamosche per superare l’attacco pomeridiano di “mosche impazzite che sentono l’ arrivo della pioggia”, fazzoletti Tempo che mi ricordavano di averne poco (di tempo), pasta da modellare per sistemare forme anomale della scultura di rete metallica, pezzo di carta con un numero relativo ad un inconveniente.

1134406002124

Questo è il numero di spedizione di un pacco mai arrivato.

Un pacco che aspetto da 10 giorni.

Un pacco che conteneva uno strumento fondamentale per questo lavoro.

Preziosissimo strumento che non potrò mai ringraziare in quanto mai giunto.

In queste situazioni è utile sapere che incazzarsi con corrieri che corrono in direzione opposta rispetto alla tua, serve quanto può servire un mocio vileda in spiaggia.

Son due le cose: o impieghi le poche energie che ti rimangono per proteste, fax, mail, lancio d’avvocati, studio dei diritti umani, elaborazione di vendette mediatiche, fabbricazione di bambole vudù con ciocche di capelli vere, oppure le impieghi per mettere a punto un piano B. E in fretta, anche, che domani consegni e, al corriere che non corre verso la tua direzione ma verso quella opposta, gliene sbatte meno di zero che il pacco non ti arrivi.

Che poi, a onor del vero, non è proprio corretta questa definizione perché ti TIRANO un bel pacco quando non ti recapitano il pacco.

“Ancora qualche anno e poi me ne vado da questo Paese di merda”.

L’ho pensato anch’io oggi, nel pieno della collera delle 8.30. E poi ho pensato a Silvio.

Pare l’abbia detto anch’egli in questi giorni.

Magari anche lui ha avuto un problema con un mancato recapito. Chissà.

Tuttavia, grazie corriere perché gli imprevisti divertono e risolverli soddisfa. E così fu.

Nel frattempo che compio questi pensieri, ripercorrendo mentalmente bei momenti, mi accorgo d’aver finito di scopare a terra e d’aver finito di riporre i miei amati strumenti.

Vedendoli così, tutti felici e gonfi di soddisfatta utilità, me li rimiro sorridendo.

Sento che stanotte dormirò il Sonno dei Giusti.

 

Un ringraziamento speciale va a Federica che, con amore, pazienza e precisione, ha collaborato alla realizzazione di questa vetrina e alla nascita del TreeBird di cashmere.