Come un uragano, sconosciuto a domicilio

21 agosto 2013
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“Come un uragano, sconosciuto a domicilio” schizzo d’inchiosto su Moleskine uscito all’improvviso dalle dita di Elena Borghi

 

Vorrei il clima di oggi per tutto l’anno.

Che niente mi pettina bene come il venticello, delicato ma presente.

Che niente mi dona energia come il cielo, terso e mai ovvio.

Che niente è più gustoso dell’aria asciutta, specie col pomodoro e una grattatina di parmigiano.

Certo, ogni tanto vorrei un temporale, quello sì.

Per poter avere la scusa di inzupparmi fino al midollo senza spogliarmi, con i capelli gocciolanti e i vestiti pesanti addosso e ridere felice come si fa quando una fontana decide di tuffarsi su di noi.

Certo, ogni tanto vorrei anche un piccolo uragano imprevisto, uno di quelli buoni, inaspettato, che ti osserva fino ad arrivare a cercarti. Uno di quegli uragani che ti bussa alla porta, come sconosciuto a domicilio, ti gira attorno forte, ti alza da terra facendoti perdere ogni corazza, decidendo di farti sopravvive, mentre ti permette di attraversarlo e farti diventare il suo occhio.

Lì, dove tutto tace, le cose sembrano diverse e tu ti senti strana, protetta, finalmente, al suo interno e non sai spiegartelo.

Essere l’occhio di un uragano vuol dire vedere, attorno a te, un turbinio potente di alberi sradicati, montagne sacre volanti, case con dentro famiglie che ancora mangiano attorno a tavole composte, elefanti che librano leggeri mentre spruzzano acqua dalle proboscidi. Tutte cose che poi verranno rimesse al loro posto, ordinatamente.

Agli uragani, si sa, non piace parlare troppo e se ti scelgono come occhio è perché vogliono farti vedere il mondo a modo loro e capire, con te, se quel modo è lo stesso che hai tu.

Gli uragani, quelli buoni, preferiscono l’azione alle parole, sedurti con le emozioni piuttosto che con illusioni fittizie.

E niente, che bello quando poi scopri che lì ci stai bene come da nessun’altra parte, quando poi scopri d’essere sempre stata un uragano, senza saperlo o, peggio, senza ricordarlo. Un uragano con la passione per i cieli cristallini.