Non ci vedo bene ma ci sono: posta del cuore a Dio (Decima Lettera)

20 ottobre 2013
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Rara immagine di Dio, ritratto in un momento di distrazione. Disegno di Elena Borghi.

 

Perse tutte le speranze, non ti rimane che scrivere a Dio, sperando che risponda.

Questa è una rubrica domenicale nata a Sua insaputa ma, ovviamente, anche a Sua immagine e somiglianza.

Domande, pensieri, parole, opere e omissioni di gente che, una qualche risposta precisa la vorrebbe. E chissà che magari un giorno non arrivino anche.

N:B: La lettera di seguito riportata ha avuto un esito diverso da quello immaginato. L’esito inaspettato è per Sua intercessione e quindi sempre sia strafatta la Sua volontà.

 

Caro Dio,

 

mi chiamo Elena, sono quella tizia che gestisce i contenuti di questo blog, quella, per inciso, che sceglie accuratamente le lettere da inviarti ogni Santissima domenica (leggile tutte QUI)

Ecco, ho pensato che potevo scriverti anch’io. Cioè, mi dico, se risponde a tutti perché non a me? A ‘sto punto ne approfitterei, mi son detta.

Arriverò subito al nocciolo della questione partendo dalla domanda che, in assoluto, mi preme più di tutte farti. La domanda Maestra per me, che mi faccio da una vita e che ancora non trova risposta dentro e fuori il mio essere…

Dio: “La risposta è sì, ma solo nei giorni dispari.”

Io: Ehi ma… cristosanto… sei Dio?!? Oddio, che emozione…! È la prima volta che mi rispondi! Ti ho parlato parecchio, tant’è che, convinta non sentissi la mia voce, ti ho anche bestemmiato. Cioè, speravo in una risposta dopo la lettera, ma non credevo l’avresti fatto mentre la scrivevo!

Dio: “Sono pur sempre quello delle sorpresone e degli effetti speciali.”

Io: Non sai che piacere sentirti dal vivo. Comunque il tuo occhio nel triangolo è più grande di come lo immaginavo… cioè, non ho mai pensato che quell’occhio impresso nel dollaro americano fosse in scala 1:1 con te, intendiamoci…

Dio: “Le dimensioni non contano. Cioè, contano quando uno ce l’ha piccolo. Perché sono le piccole cose che contano.”

Io: Sai che lo dico sempre anch’io? A questa cosa del saper gioire delle piccole cose ci credo tanto sai Dio? E non per la questione di voler fare le semplici o le umili a tutti i costi ma perché son proprio belle le piccole cose. Scovarle tra le pieghe di giornate apparentemente grigie. Che per me grigie non lo sono mai.

Dio: “Fabio Volo ci ha costruito un impero, su cose come questa.”

Io: Eh già. Fabio Volo è una delle cose che non ti perdono. A parte lui, ogni mattina, quando mi sveglio, per davvero ho la sensazione che oggi, proprio oggi, sarà un giorno speciale. Anche per te è così?

Dio: “I giorni li faccio io, ragazzina, so esattamente cosa succederà; questioni di ontologia deterministica. La cosa potrebbe sembrare molto noiosa, e invece è proprio come dici tu: posso garantire che sono tutti diversi, e tutti speciali.”

Io: Ma tanto il tempo non esiste giusto? Esiste solo il presente.

Dio: “Ehi, chi te l’ha detto? E va bene, è così, ma tanto non vi serve a niente saperlo. L’esperienza umana non può che avere una forma narrativa: per voi c’è sempre un prima, un durante e un dopo. È così che vi frego.”

Io: Hai proprio ragione. Del resto di forma narrativa tu ne sai a pacchi. Sei stato il primo a firmare libri che parlassero di te facendoli scrivere da altri. Vedi i Vangeli, La Bibbia… un sacco di scrittori ti hanno copiato in questo ma loro lo fanno perché non sanno scrivere, tu perché sei furbo. A quanto ne so io, nessuno di loro è riuscito a ristampare per 2000 anni. Solo per questa ragione, L’Altissimo ti dona di brutto come soprannome.

Dio: “Sì, piccoli successi, ma non mi piace vantarmene.”

Io: Dovresti scriverne uno di tuo pugno, così, per potertene vantare.

Dio: “Ne ho scritto un altro, in effetti, ma sono troppo un Signore, per vantarmene.”

Io: Ma che bello! Dai, di cosa parla? Storie di piaghe ed espiazione? Di scelte di stile tipo “O il sesso o una vita ascetica in un giardino con alberi da frutto e serpenti – Scegli”? Rane che piovono? Oppure biografie di cristiani raccontate dal tuo punto di vista e non da quello dei romani?

Dio: “No, parla di me. Sono pur sempre il narcisista che pensa se stesso pensante, o qualcosa del genere.”

Io: E come mai non ne so niente? In che epoca è uscito? Tardo Medioevo? O, visto il tuo narcisismo, nel pieno dell’Illuminismo più becero?

Se non c’è neanche una figura, è probabile che io non l’abbia mai letto.

Dio: “È uscito una settimana fa, e no, niente figure. Una volta vi avevo detto che non dovete raffigurarmi in nessun modo, ricordi? Ve lo dissi perché disegnate veramente da cani.”

Io: Sì ma fa parte del gioco disobbedirti. Ma dimmi del libro: non mi hai ancora detto di cosa parla. Sarà mica letteratura erotica? Guarda che ho capito da un pezzo che quella storia della castità se la sono inventata i maschi, mica tu.

Dio: “Non ti si può nascondere nulla, accidenti. Comunque sì, certo che è autocelebrativo: sono Dio, per la miseria! Mai sentito parlare di gloria, lode, osanna, ecc.? Solo che voi mi lodate male, siete sempre così seriosi, così drammatici. E il peccato, e le punizioni, e le frustate, e la vergogna… che amarezza.”

Io: Sapevo che anche con quella brutta roba lì tu non c’entravi nulla. Il titolo del tuo libro? “Sia fatta la mia volontà”?

Dio: “No, tanto non la fate, ormai ci ho rinunciato. Si chiama ‘Dio non gioca a dadi: tiene il banco’. Ho messo insieme il meglio della roba che avete detto su di me. La roba divertente, si intende. E fatevela, una risata, per Dio!”

Io: Quindi insisti a pubblicare testi di successo sulle spalle degli altri. ‘Altri’ creati da te, per inciso. Perdonami ma, visto il ruolo che incarni, mi aspettavo maggiore onestà da parte tua.

Dio: “Figliola, su quel vostro sasso spaziale ho creato miliardi e miliardi di menti pensanti. Se non raccogliessi i frutti del loro lavoro, sarebbe una fatica sprecata. Comunque sì, ci ho messo anche roba mia. Aforismi vostri, aforismi miei… tanto alla fine è sempre roba mia.”

Io: In effetti, come darti torto? Tra l’altro mentre mi parlavi sono andata a vedere il sito dove poter comprare il tuo libro on-line (vedilo QUI) e ho scoperto che costa meno di un Negroni in orario happy hour. Vuoi dire che Dio è alla portata di tutti o è solo l’ennesimo tentativo di rilanciare il tuo umorismo?

Vorrei tranquillizzarti dicendoti che sappiamo tutti che sei dotato di un grande senso dell’umorismo. Tanto dotato.

Dio: “Sono alla portata di tutti, certo, e volendo essere ambiziosi è un invito a sdrammatizzare, a imparare a fidarsi dell’ironia, anche perché dalle vostre parti va tutto a rotoli, se non sbaglio. Non sono rimaste molte cose su cui fare affidamento.”

Io: Tu sì che sai fare le cose giuste al momento giusto Dio. Domani vado in libreria e ti cerco. Voglio averti subito. Non posso aspettare un corriere alato.

Senti, tanto per capirci, ma ‘sta cosa che ho visto la luce, che io e te stiamo parlando, che mi dici quello che pensi, mica comporterà che devo farmi suora vero?

Dio: “Ma come, non sei suor Elena? Con chi sto parlando? Pietro, dannazione, hai di nuovo sbagliato chat! Come l’altra volta, quando volevo dire al nano di dimettersi e invece ero collegato col Papa!”

 

“Dio non gioca a dadi: tiene il banco” è disponibile anche in versione eBook (vai QUI) e puoi trovarlo anche nell’iBook Store del tuo smartphone.

 

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