Non ci vedo bene ma ci sono: posta del cuore a Dio (Undicesima Lettera)

27 ottobre 2013
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Rara immagine di Dio, ritratto in un momento di distrazione. Disegno di Elena Borghi.

 

Perse tutte le speranze, non ti rimane che scrivere a Dio, sperando che risponda.

Questa è una rubrica domenicale nata a Sua insaputa ma, ovviamente, anche a Sua immagine e somiglianza.

Domande, pensieri, parole, opere e omissioni di gente che, una qualche risposta precisa la vorrebbe. E chissà che magari un giorno non arrivino anche.

 

Caro Dio,

leggo sempre questa rubrica, ormai per me è una specie di appuntamento fisso: il giovedì c’è l’oroscopo di Rob Brezsny e la domenica la posta del cuore a Dio.

Ci tengo a precisare da subito che, scrivendoti, non mi rivolgo a te in quanto “L’Altissimo” o “Il Misericordioso” come fanno tutti. Io mi voglio rivolgere a “Il Signore degli Eserciti”, a quel Dio punitivo di Sodoma e Gomorra, per fare un esempio, o dello sterminio degli abitanti di Babele, per farne un altro, o di chi si tatua.


Cioè. C’è gente convinta che tu chiami al pentimento e ci avverti pure, nella Bibbia.

Cioè. Hai presente, Dio, quanta gente conosco che c’ha il tatuaggio e dovrebbe pentirsi e, (lo dico con tutto il rispetto), dovrebbe farlo a prescindere da te?

Cioè. A parte il versetto di Levitico 19:28, ma l’altro?

«Posto un marchio»

In realtà è solo un breve accenno a quel passo ben più complesso del Nuovo Testamento, Apocalisse di Giovanni precisamente, riferito a una bestia che sale dal mare e devasta la terra:

« Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei. » Apocalisse 13:16-18

Mi viene da pensare che quel tizio abbia voluto vederci dentro a quelle parole un po’ quello che voleva per poi comunicarle attraverso una grafica stile “Minaccia da pacchetto di sigarette”. Accattivante.

Mi viene da dirgli, sempre a quel tizio che interpreta le Sacre Scritture un po’ da estremista, che chiamare al pentimento chi si è tatuato DOPO che si è tatuato, non è un gesto che Dio farebbe. Tu compariresti per chiamare al pentimento prima del tatuaggio, se proprioproprio, inoltre tu ponderi il libero arbitrio dell’uomo, giusto Dio?

Secondo te quel tizio che ha scritto quel cartello, di lavoro fa “quello che toglie i tatuaggi”? Secondo te il tatuaggio può essere peccato “originale” se il disegno non è copiato da nessuna parte?

 

Un affezionato lettore (non tatuato)

 

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