La verità è che non MI piaci abbastanza | Give me five

30 agosto 2015
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“The Four Queens find Lancelot sleeping” by Frank Cadogan Cowper, 1954.

«up up up now now now
get up everybody gimme five
i got to do it 
gimme five al right»

Jovanotti

 

«Facciamo all’amore?»

«Ok!»

**fAtTo**

«Contenta?»

«Chi?»

«Tu!»

«Perché me lo chiedi?»

«Così, per sapere.»

«No, non è vero. Non lo chiedi per questa ragione perché tu la sai già la verità. Mi fai questa domanda perché vuoi solo avere delle conferme. La verità non ti sta bene e speri io dica il contrario.»

«Oh, vabbè, come la fai lunga! Chiedevo solo perché mi interessa quello che provi.»

«Vorrei crederti anche questa volta ma no, non è questa la ragione che ti fa indagare sulla mia contentezza. Perché se tu la avessi veramente a cuore, la mia contentezza dico, penso che ti prodigheresti in modo diverso da come ti prodighi. Nulla da recriminare eh? Sta a me decidere se starci o meno. Tuttavia ogni tua cellula sa che ormai è questione di ore, che dico, questione di una manciata di minuti e non ci rivedremo più. Lo sai e il tuo Ego si sente minacciato non tanto dal fatto che non mi vedrai più ma dal fatto che vuoi essere certo io porti nel cuore il ricordo glorioso della tua mascolina virilità. Quanta importanza che vi hanno insegnato a dare a quella faccenda lì… E quindi, eccoti accontentato, risponderò alla tua domanda sul mio grado di contentezza. È da qualche volta ormai che ci vediamo e, bada bene, non perché io ne sia particolarmente entusiasta piuttosto per una mia volontà di indagare su quanta differenza ci sia per te tra me e la tua mano destra. Una volta è perché hai bevuto un po’ troppo, una volta è perché sei stanco, una volta è perché sono io che sono “troppa”, alla fine il tutto si conclude, sempre, troppo velocemente. Così velocemente che anche a volerti battere il cinque, subito dopo, per darti le conferme da stallone che cerchi, bé, anche a volertelo dare quel cinque a mano piena, proprio non potrei. Non foss’altro che il gesto del give me five durerebbe tanto quanto la tua prestazione e il paragone temporale ti costringerebbe a dirti la verità che non vuoi dirti ovvero che la tua mano destra non la lascerai mai perché lei almeno non ha delle esigenze. Io sì, proprio come un’amante capricciosa ma, guarda, te lo dico: mai vorrei intromettermi nella relazione tra te e la tua mano destra che, proprio come una moglie remissiva, è rassegnata ad accettare quello che arriva. Lei non va ascoltata, non va scoperta, non va compresa, il feeling c’è ed è tutto tra te e le tue esigenze più basiche e maleducate alla seduzione. Quindi, ecco, io la farò anche lunga ma magari l’allungassi un po’ di più anche tu la faccenda! Invece no quindi, sai, tolgo il disturbo e ti lascio alla tua vita di coppia con te stesso.»

«Ci vediamo domani?»

 

Tratto da «La verità è che non MI piaci abbastanza», un libro che non esiste ma che, un giorno, scriverò. Pag.2