Dialogo di coppia: l’importanza di non averne

18 marzo 2013
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Immagine tratta dal film “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” di Michel Gondry

 

Attenzione: non voglio assolutamente fare la Bastian contrario della situazione. Non mi piace proprio. Mi piace invece dare una visione differente della faccenda, visto e considerato che molti la penseranno come me ovvero: quante parole sprecate attorno al ridondante concetto di “Dialogo di coppia”.

Tutti a dire quanto sia importante e fondamentale e altresì vitale questo stramaledettissimo dialogo di coppia. Per la buona salute di una relazione durevole assumere più volte al dì, prima e dopo i pasti. Se non lo fai non guarisci, se non lo fai c’è qualcosa in te che non va. Ma nessuno a dirci i danni che provoca a lungo termine l’abuso di questo farmaco che esce dalla via orale.

Può essere invece che due persone che stanno insieme e condividono lo stesso spazio vitale entro cui proteggersi dal mondo – anche detta casa – possano decidere scientemente di non dialogare proprio per il mantenimento di un sano rapporto di coppia.

Può essere invece che due individui decidano di non parlare, di non raccontarsi molto, di limitare il più possibile il trionfale ingresso in morbose volontà di dominio tipiche delle coppie moderne, tutte tese a conoscere e scandagliare ogni impercettibile movimento di sopracciglia, o articolo o accento attuato dal consorte.

Ecco, io la parola consorte la amo. Trovo sia la migliore per definire l’individuo che abbiamo scelto per accompagnare gli stanchi passi che ci condurranno inevitabilmente al Creatore. E quindi quale altro bisogno se non mantenerne le distanze?

Certo, hai letto bene: mantenerne le distanze.

Proprio per l’amore – nel senso più incondizionato del termine – che puoi provare per il tuo consorte, puoi pensare di decidere di protrarre il momento esatto in cui si affaccia quella fastidiosa sensazione di saperne prevedere il pensiero o l’azione, quella bugiarda realtà di conoscere tutto di lui.

Ancora, si può pensare di allungare indefinitamente la sensazione che colui che ti dorme accanto sia un perfetto sconosciuto a te noto. Che ancora tanto c’è da sperimentare e capire e conoscere e annusare e leccare e carezzare di lui.

Come un traguardo che vedi vicino e si allontana a mano a mano che avanzi, con il tuo ritmo, veloce o lento che sia. La differenza è che l’hai scelto e quindi, anziché correre nell’ansiosa ricerca di possederlo, godi del fatto che camminando e sorridendo diventa miraggio piacevole e succoso oltrepassare la linea del finish nella tua vita di coppia.

Nel frattempo potrai goderti altro della vita e rinunciare all’ossessivo centrismo nel quale la storia ci ha abituate a collocare la figura maschile (il gioco delle parti sussiste a mio avviso anche se sei donna e ami una donna), a prendere le giuste distanze senza rinunciare all’intensità del desiderio.

Chiamala profondità superficiale se vuoi. Provaci e dimmi come ti ci trovi.