1 maggio festa del lavoro: la rivoluzione civile parte da te

1 maggio 2013
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Esempio di disposizione per le risposte di gruppo.


Nel senso che poi Rivoluzione Civile io la intendo come una Rivoluzione molto educata. Che io all’educazione ci tengo, cazzo.

Come libera professionista nel settore scenografico/ricreativo/visivo/artigiano e chipiùnehapiùnemetta, la frase che maggiormente raccolgo in giro è: “Sì, lavoro però gratis”.

A seguire “Sì, lavoro ma hanno poco budget”.

Al terzo posto, la sempreverde “Sì, lavoro per la Gloria. E non so neanche se sia gnocca ‘sta Gloria”.

Ecco io dico che ci si ritrova sempre a parlare del tempo (non smette di piovere, governo ladro) e del lavoro incerto (mi tassano anche i peli del culo, governo ladro).

E se si provasse a farla per davvero questa Rivoluzione Civile?

Se si provasse a rispondere tutti, all’unisono, come il Piccolo Coro dell’Antoniano: “Mi chiedi di lavorare gratis? AHAHAHAHAHAHAHAHAH”

Ecco, se non ti vuoi compromettere, se ti riesce difficile pensare di riuscirci, questo post vuole darti la soluzione. Dai pure la colpa a me che tanto me ne frega meno di zero d’averne una in più.

Ecco, io ti propongo anche gli strumenti reali per farla, questa rivoluzione. 

Lo strumento concreto è la traccia audio che ti allego a fondo post dal titolo esplicativo “Risposta al lavoro gratis”.

Usala pure. È la risposta da dare a chi ti contatta e ti chiede di lavorare gratis con quel retro gusto di: “Dovresti esser già contento/a che chiamo te. Sai che fila di gente c’è lì fuori che ‘sta roba la fa in cambio d’una birra media?”

Se poi vuoi farti forza, prendi in mano una cartella esattoriale a caso, di quelle che ti sono arrivate e clicca PLAY. Parte la risposta audio senza neanche che te ne accorgi.

Fammi sapere come va dall’altra parte della cornetta. Se lo facciamo tutti, insieme, sempre, sissammai che funzioni per davvero.

Buona festa, lavoratore.