Nervosismo: avvertenze a chi parla ad alta voce in treno (stai all’occhio)

31 maggio 2013
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Ci metto la faccia in quello che affermo aka se mi vedi in treno stai attento.

 

Ecco, niente, poiché mi leggi ogni giorno, mi sembra giusto avvertirti di un paio di cose.

Ti voglio dire di me che non c’è niente che mi innervosisce, mi infastidisce, mi scompone, che scatena in me la voglia di fare una scenata irosa in pubblico, che agita in me istinti di violenza verbale e fisica inaudita, niente che riesca a togliere la mia naturale propensione a Il Dovemimettisto Pensiero.

Niente, tranne coloro che passano il tempo del viaggio in treno a fare telefonate.

Telefonate che, se ascoltate, hanno in sé un’incidenza ai fini lavorativi pari al nulla, tant’è che a questi nessuno li chiama.

Se sai un minimo muoverti nel mondo del lavoro, potrai infatti comprendere all’istante che tali, odiosissime telefonate appartengono solo a un’inconscia volontà, di colui che le provoca, di autocompiacersi, ascoltando la propria voce e obbligando tutti a sentirla. Inconsciamente l’aguzzino sa che, liberi di scegliere, nessuno ha voglia di ascoltarlo e allora quale occasione migliore se non la trappola targata FS?

Una sorta di tortura che riesce ad attorcigliare le mie tube di Falloppio fino a farmi venir voglia di scagliare le parole peggiori, con tutta la forza che ho, addosso a questa sottospecie di Dittatore del Convoglio.

In genere è impossibile isolarsi dalle suddette telefonate perché il Dittatore del Convoglio ha un tono di voce mirabolantemente alto, fuori controllo oserei dire e obbliga tutti a sentire frasi lunghissime, anzi, parla solo lui tanto da farmi dubitare che dall’altra parte esista veramente un interlocutore. Immagino piuttosto la voce registrata del servizio ACI oppure, ancora più probabile, una crisi di schizofrenia di tale portata da consentire al Dittatore tipo di portare avanti un dialogo immaginario con l’altro se stesso.

Ecco,

io te lo voglio dire, a te che fai questo genere di telefonate in treno e magari mi stai leggendo: a noi, che dobbiamo nostro malgrado sorbirci i tuoi inutilissimi deliri di onnipotenza, non ce ne frega una strafava del tuo evento di Questigrancazzi e che, se ciò non rappresentasse un’inaccettabile contraddizione, ti darei una gran ripassata all’educazione con una scenata maleducatissima.

Lo stesso effetto me lo procurano anche le persone che usano smodatamente la parola “impattante”.