2 giugno 2013, Festa della Repubblica e dubbi da dipanare

2 giugno 2013
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Buona Festa della Repubblica.

E comunque quella volta, della Costituzione dico, avevan scritto che “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” oppure “sul lavoro in seguito a prestazioni sessuali che durano per un po’ e poi tanto nego tutto ai processi”?

No perché mai come quest’anno c’ho dei dubbi. Anche perché ho sempre sospettato fosse un po’ troppo breve come primo articolo.

Ah, no, ‘spetta che c’era anche quella storia sulla sovranità appartenente al popolo che la esercita (a patto poi lamentarsi di qualunque scelta fatta).

Eppure io la festeggio questa Repubblica, chiacchierando con mio Nonno Lino che c’ha 90 anni, ha cominciato la settimana scorsa a prendere la prima pastiglia, che nella sua vita s’è fatto un mazzo che a sentirlo non ci si crede e ha vissuto tante di quelle avventure così pazzesche che a raccoglierle ci sto provando.

Un Nonno così lucido da ricordarsi i nomi dei suoi sportivi preferiti in varie edizioni delle Olimpiadi, le satire di Angelo Cecchelin che ascoltava in vinile la domenica mattina e le lotte da partigiano, nella Brigata Piave, perché credeva in un’Italia onesta, pronta a ripartire ripulita e senza dittatura.

E lui all’onestà ci credeva davvero “E c’ho sempre rimesso”, dice oggi, “Ma quanto sarebbe bello poter avere un Governo compatto, senza spreco di risorse e di morale del Popolo”, aggiunge mentre mi sorride.

Buona Festa della Repubblica quindi. E che il lavoro retribuito possa non mancare a nessun cuore appassionato e lindo.