Non ci vedo bene ma ci sono: posta del cuore a Dio (Sedicesima Lettera)

1 dicembre 2013
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Rara immagine di Dio, ritratto in un momento di distrazione. Disegno di Elena Borghi.

 

Perse tutte le speranze, non ti rimane che scrivere a Dio, sperando che risponda.

Questa è una rubrica domenicale nata a Sua insaputa ma, ovviamente, anche a Sua immagine e somiglianza.

Domande, pensieri, parole, opere e omissioni di gente che, una qualche risposta precisa la vorrebbe. E chissà che magari un giorno non arrivino anche.

 

Caro Dio,

mi chiamo Giorgia, sono una brava bambina di quattro anni, quasi cinque.

So scrivere il mio nome e anche altre cose su carta e anche a computer ma per essere veloce io parlo e la mia Mamma ti scrive la lettera.

Io non ho capito: la lettera per i regali a chi devo scriverla?

Ci sono Babbo Natale, Gesù Bambino e te, che io so chi sei. Allora ho pensato che la scrivo a tutti, che la Mamma mi ha detto che tu rispondi e magari glielo dici anche a Gesù – che poi se è bambino come fa a fare i regali per tutti? Non ho mica capito -.

Non faccio mai i capricci, tu lo sai, e sono brava con la mia sorella Alice, che è una figlia ndrocchia.

Ho scritto una lettera più corta a Babbo Natale. Ti mando la foto, che tanto i regali che ho chiesto sono gli stessi:

lettera-babbo-natale-giorgia

Per la mia sorella Alice vorrei che tu portassi, se puoi, un libriccino con il sole e gli animali e anche un bimbo perché lei vuole sempre il mio.

Niente altro.

Un bacio,

Giorgia