Non ci vedo bene ma ci sono: posta del cuore a Dio (Ventunesima Lettera)

5 gennaio 2014
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Rara immagine di Dio, ritratto in un momento di distrazione. Disegno di Elena Borghi.

 

Perse tutte le speranze, non ti rimane che scrivere a Dio, sperando che risponda.

Questa è una rubrica domenicale nata a Sua insaputa ma, ovviamente, anche a Sua immagine e somiglianza.

Domande, pensieri, parole, opere e omissioni di gente che una qualche risposta precisa la vorrebbe. E chissà che magari un giorno non arrivino anche.

 

Caro Dio,

seguo la tua rubrica da tempo, tante sono le domande che ti giungono, diverse le risposte che dai ma solo una la constatazione: scontentezza emotiva diffusa.

Ovviamente anch’io rientro nella cerchia de “Gli scontenti”.

Non credo che un libro possa cambiare la vita ma credo che tanti libri assieme possano aiutare a trovare le risposte, a patto che si voglia veramente trovarle.

Leggendo “Il Narcisismo” di Alexander Lowen sto trovando le risposte che non sono riuscita a trovare nell’era moderna così come negli uomini incontrati, molto spesso aridi, a tratti sadici.

Io suggerisco a tutti di leggerlo perché se scoprirai di non essere malato di narcisismo, almeno avrai una spiegazione generale sul perché ti sembrano tutti folli. Se invece scoprirai di rientrare nella classifica del disturbo sopra citato, potrai almeno prenderne atto e farti guarire (da uno bravo).

In ogni caso mi pare ci sia solo da guadagnarne. Per chi fosse troppo pigro o non avesse voglia e tempo di leggerlo perché troppo indaffarato a perseguire il modello culturale di narcisismo sociale, mi sono permessa di estrarre delle parti che, seppur in modo poco approfondito, già sono illuminanti e possono, forse, accendere in te qualche lampadina.

Perdonami Dio, penserai che sono affetta da carattere narcisista per questa mia volontà d’aiutarti nel dare le risposte. In realtà volevo aiutarti a scremare le domande.

Con affetto,

Una Borderline

“Il termine narcisismo descrive una condizione sia psicologica che culturale.

A livello individuale indica un disturbo della personalità, caratterizzato da un esagerato investimento nella propria immagine a spese del sé. I narcisisti sono più preoccupati di come appaiono che non di cosa sentono. In realtà negano i sentimenti che contraddicono l’immagine che cercano.

Agendo senza sentimenti, tendono a essere seduttivi e manipolativi, aspirano a ottenere il potere e il controllo sugli altri. Sono egoisti e presi dai loro interessi, mancano dei veri valori del sé – cioè espressione e padronanza del sé, dignità, integrità. (…)

Ci sono diversi gradi di disturbi e di perdita del sé. Vorrei distinguere cinque tipi di turbe narcisistiche, che si differenziano per caratteristiche e per gravità (qui espresse in ordine crescente):

1.     Carattere fallico-narcisistico

2.     Carattere narcisistico

3.     Personalità borderline

4.     Personalità psicopatica

5.     Personalità paranoide

A livello culturale il narcisismo può essere visto come una perdita di valori umani: viene a mancare l’interesse per l’ambiente, per la qualità della vita, per i propri simili. Quando la ricchezza occupa una posizione più alta della saggezza, quando la notorietà è più ammirata della dignità e quando il successo è più importante del rispetto del sé vuol dire che la cultura stessa sopravvaluta l’”immagine” e deve essere ritenuta narcisistica.

C’è qualcosa di assurdo in un modello di comportamento che pone il raggiungimento del successo al di sopra del bisogno di amare e di essere amati.

La nostra cultura è caratterizzata da un crollo dell’autorità fuori e dentro la dimensione domestica. I costumi sessuali paiono essere di gran lunga più liberi. La possibilità di passare da un partner all’altro è quasi uguale alla facilità con cui ci si sposta da un luogo all’altro.

I narcisisti non sono costretti da un superio rigido e severo; il contrario piuttosto. Senza un senso dei limiti, i narcisisti hanno la tendenza ad “agire” i propri impulsi. Mancano di autocontrollo nella maniera di comportarsi con la gente e di reagire alle situazioni.

La cultura odierna impone un minor numero di limitazioni al comportamento e anzi incoraggia ad agire gli impulsi sessuali in nome della liberazione, minimizzando però l’importanza del sentimento. Il risultato è il narcisismo.”

LEGGI LE LETTERE DELLE SCORSE SETTIMANE QUI.