Non ci vedo bene ma ci sono: posta del cuore a Dio (Ventinovesima Lettera)

2 marzo 2014
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Rara immagine di Dio, ritratto in un momento di distrazione. Disegno di Elena Borghi.

 

Perse tutte le speranze, non ti rimane che scrivere a Dio, sperando che risponda.

Questa è una rubrica domenicale nata a Sua insaputa ma, ovviamente, anche a Sua immagine e somiglianza.

Domande, pensieri, parole, opere e omissioni di gente che una qualche risposta precisa la vorrebbe. E chissà che magari un giorno non arrivino anche.

Carissimo Dio,

ti scrivo solo per ringraziarti. Tutta la mia gratitudine per averci dato Papa Francesco.

Mi piace tantissimo il suo modo di porsi, il suo umorismo, il suo modo di essere clero.

Non ti nascondo qualche perplessità iniziale su di lui: mi sembrava un prodotto perfetto, calibrato e messo su dalla Chiesa per risollevare le sorti di un’azienda poco gettonata. Invece ho capito col tempo e con un occhio critico (credimi, io ce l’ho) che lui è davvero così.

Questo perito chimico, che si è mantenuto facendo le pulizie in una fabbrica di giorno e il buttafuori in un locale di Córdoba che, voglio dire, non è che siano proprio tranquilli quei locali cileni lì, e che, per sua stessa ammissione, ha avuto anche una fidanzata prima della tua chiamata, bè questo Papa qui sembra finalmente il tuo degno rappresentante in Terra.

Di lui ho letto che ha dichiarato: «Sappiamo tutti che non esiste la famiglia perfetta, e neppure il marito perfetto, o la moglie perfetta», ai fidanzati in Piazza San Pietro per la festa di San Valentino. E con un sorriso ha aggiunto: «Non parliamo della suocera perfetta!», suscitando la risata della piazza. (fonte: ilmattino.it)

Giusto che ci aiuti a sgrossare un po’ di falsi miti no?

Se Dio è la Luce e il Diavolo la bolletta, ogni tanto fa piacere un credito da parte dell’azienda erogatrice.

Grazie,

Una Suocera

 

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