Allergicismi

23 gennaio 2015
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rinite-allergica-gatto

 Felina in un momento di intensa attività lavorativa.

 

In otorinolaringoiatria:

“Signorina, Lei oltre ad avere il setto nasale deviato, ma vabbè, fa niente, è una bella ragazza lo stesso, ha un’ipertrofia dei turbinati. Per caso ha un’allergia in corso?”
“No, non sono allergica.”
“È sicura? Non ha una rinite in corso?”
“Bè, sì, in effetti sì. No, ecco, vede dottoressa un gatto, si chiama Felina, ha deciso di volere un umano domestico in casa e quell’umano sarei io. Felina vive da me anche se il suo padrone è un altro ma lei, niente, s’è trasferita a casa mia.
Io sono allergica ai gatti, lo so. La rinite è dovuta a quello. Ma io non ce la faccio a non assecondare i voleri di una creaturina, capisce?”
“Guardi allora la faccenda è presto risolta. Lei si deve interrogare su un semplice quesito: vuole continuare ad avere la rinite o vuole continuare ad avere il gatto? In ogni caso non è una rinite grave. Dipende dal suo grado di tolleranza. Una volta una mia paziente mi ha raccontato che nonostante soffrisse di gravi attacchi d’asma alla sola presenza di un gatto, con rischio di shock anafilattico, il marito, una sera, è tornato a casa con un gattino dicendo che «Poverino, l’hanno abbandonato». Quella rischiava la vita capisce? E il marito le porta a casa il gattino!”
“E com’è andata a finire?”
“Lei l’ha lasciato. Mi pare ovvio! Una deve star sposata con un uomo che si preoccupa di un gatto sconosciuto piuttosto che della moglie compagna da venticinque anni?”

“Non fa una piega Dottoressa.”

 

Tratto da «Dialoghi veri che sembrano finti» un libro che non esiste ma che, un giorno, scriverò. Pag. 56.908