Gabriella Mereu e il valore delle parole

11 luglio 2015
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“La Terapia Verbale” di Gabriella Mereu, acquistabile online

 

Voglio spendere parole belle sulla dottoressa Mereu, da tempo nell’occhio del ciclone mediatico e recentemente radiata dall’albo dei medici.
Gabriella Mereu e la sua modalità di essere medico tramite la Terapia Verbale, da lei stessa inventata e sviluppata negli anni attraverso una casistica formata da migliaia di pazienti, è da sempre stata osteggiata dalla medicina e dai media. Comprensibilmente direi visto che, seguendo la sua terapia, non si ha bisogno che di consapevolezza, auto-analisi e auto-critica per guarire (a parte i casi di terapia d’urgenza dove la persona viene salvata in extremis, ovviamente) caratteristiche che, ahimè, non vengono coltivate dai più, pare.
Io stessa ho approfondito la sua conoscenza, da tre anni a questa parte, andando a comprendere a fondo se si trattasse di cialtroneria quel suo mix di omeopatia, fiori di Bach, psicologia, umorismo, riti di psicomagia e ascolto del “pazientese”, come lei stessa definisce la scelta delle parole usate dai suoi pazienti per definire il proprio male e che, di fatto, costituiscono un linguaggio ben preciso.

Io stessa mi sono avvicinata alla sua modalità di lavoro per trarre le mie, personali considerazioni perché stavo compiendo un grave errore ovvero giudicarla in base a quello che leggevo su di lei nei media ignorando il suo lavoro. 

Un po’ come se delle comari di paese, ignoranti e frustrate, andassero in giro dicendo cose brutte e false di te, danneggiandoti. Ti piacerebbe?

Quegli articoli non mi convinsero da subito e mi sembrarono proprio dei pettegolezzi di paese “evoluti” a testo scritto. Ci vedevo dentro un’analisi troppo superficiale e, sapendo da sempre che le cose bisogna analizzarle, assorbirle, viverle, comprenderle e poi giudicarle, mi sono avvicinata alla sua ricerca come un foglio bianco.

Voglio spendere parole belle sulla dottoressa Mereu perché, in generale e non nello specifico del suo caso umano e professionale, trovo diffusamente meschino e inappropriato l’uso del linguaggio attuato da chi i media li fa. E mi indigna, fin nei visceri, constatare ogni giorno che le persone, in genere, tendono a credere a qualunque cosa leggano senza prima verificare se ciò che leggono è vero.

Questo è un grave errore. Grazie a questo grave errore l’uomo è meno libero e più manipolabile.

Ebbene, la dottoressa Mereu è una ricercatrice estremamente baricentrata sulla sua missione tanto da professare da medico rimanendo all’interno di quel meccanismo sociale e culturale che combatte. Se non è avere baricentro questo, dammi altri esempi più forti perché non me ne vengono.

Ho cominciato a studiarla guardando i numerosi video presenti su YouTube (te li agevolo QUI), ho continuato la ricerca comprando il DVD “La Terapia Verbale” (vedilo QUI) ho approfondito ulteriormente venendo accolta nel gruppo privato di ricerca che ha su Facebook dove dispensa consigli e terapie a titolo gratuito con una disponibilità incredibile.

Ma è stato il DVD il fortissimo elemento utile al mio cambiamento personale e consiglierei a tutti di comprarlo e rivederlo, di tanto in tanto.

Uso il condizionale “consiglierei” perché so perfettamente che la disciplina e la ricerca della Mereu può essere compresa, accolta ed essere strumento di cambiamento e rinascita solo su persone che hanno percorso o stanno percorrendo la strada della consapevolezza.

Diversamente, trovo arduo che il suo lavoro possa venire compreso e apprezzato. È questo, forse, l’unico problema ammesso e non concesso che mica tutti dobbiamo essere allo stesso grado evolutivo.

Per quanto mi riguarda, ho conosciuto tanti guru o presunti tali e rimango aperta a conoscerne sempre di nuovi oltre a rimanere altresì dell’idea che ognuno di loro rappresenta metaforicamente uno strumento da mettere nella propria cassetta degli attrezzi per la costruzione di un Sé migliore. Ognuno di loro può dare qualcosa, anche quando non sentiamo quello che professano come utile perché in quel momento comunque comprendiamo qualcosa in più di noi stessi.

Voglio spendere belle parole per la dottoressa Mereu perché, personalmente, posso dire che aver studiato la sua ricerca mi ha resa ancora più consapevole di me ma anche dell’altro, mi ha resa capace di ascoltare e di dare alle parole un valore nuovo, valore che mi segue in ogni momento, in ogni esperienza.

Ascolto me stessa, ascolto le persone, le ascolto con un’attenzione che prima non avevo, ascolto e imparo, ascolto e comprendo chi ho davanti con una velocità e, soprattutto, con una precisione sorprendenti.

Voglio spendere parole belle per difendere, nel mio piccolo, il lavoro della dottoressa Mereu perché credo in quello che ha fatto, sta facendo e farà, perché la sua ricerca oltre ad avere un’enormità di riscontri tangibili, è ragionevole e sensata, tanto da risultare inattaccabile. Perché davanti a migliaia e migliaia di casi, anche gravi, guariti senza medicine e ricoveri e operazioni, c’è solo da star zitti e studiare.

Voglio spendere parole belle perché so il valore altissimo che hanno grazie anche alla ricerca della Mereu e perché a parole come cinismo, volgarità, disonestà d’intenti, meschinità, pressappochismo, menzogna, manipolazione, superficialità, pettegolezzo, invidia, corruzione, a tutte queste parole io non credo.

Le mie parole più belle a Gabriella Mereu, piccola amazzone sarda che paga pegno per essere un outsider.