“STORIE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINE RIBELLI”: sei tu l’unica responsabile della tua felicità

8 marzo 2017
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Finalmente è arrivata quella generazione di donne che ha deciso di scardinare le fiabe scritte da uomini per educare le donne.

Quella generazione si esprime con “Storie della buonanotte per bambine ribelli- 100 vite di donne straordinarie” e con l’ampio pubblico che l’ha scelto e che lo sta trasformando in un successo editoriale.

Fratelli Grimm, Andersen, Perrault, per citare solo alcuni tra i più famosi manipolatori delle menti di bambine attraverso l’uso di fiabe, hanno fatto i loro bei danni con quei macro concetti infilati sordidamente nella sotto corteccia celebrale.

Sì perché nessuno mette in dubbio quanto assurda possa essere l’immagine di un tizio in calzamaglia, che si chiama Azzurro e che ti salva dai pericoli in groppa a un destriero bianco eppure, a un certo punto, ci credi.

Non sai neanche tu come ti sei ritrovata a scambiare la realtà con la finzione. Forse a furia di leggere quel “e vissero felici e contenti” c’hai davvero creduto che possa, che debba essere un tuo diritto incontrare quel Principe salvatore.

Peccato che al tuo inconscio tu stia dicendo sibillinamente che da sola non ce la puoi fare ad affrontare la vita., che quell’uomo è fondamentale trovarlo per poter vivere felici e contente. Perciò cominci a vederlo ovunque, anche in chi non dovresti, proiettando in lui ciò che vorresti vedere e non ciò che realmente è.

Il tuo inconscio dapprima ti parla, dialoga amabilmente con te, ti dice chi sei e chi vuoi diventare e ti fa anche delle domande intelligenti eh? Perché mai mi dovrei comportare come una Principessa, forte e perfetta? Perché certi sentimenti sono inaccettabili, talvolta deplorevoli? Perché devo distinguere i sentimenti in giusti e sbagliati?

Tuttavia, complici gli inevitabili errori dei genitori e le fiabe sbagliate, cominci a creare una sorta di codice comportamentale che ti cambia e che zittisce il tuo Inconscio.

Così impari a non amare tutto di te stessa, impari anzi a odiare parte di ciò che sei, a ingoiare lacrime e rabbia, merda e amor proprio, cominci a seguire mappe di percorso create da altri e in men che non si dica ti sei bella che persa.

Accanto hai un uomo che sembra diverso da quando l’hai incontrato, è cambiato, non è più dolce, sensibile e premuroso sostenitore di ogni tua attività, ma irritabile, brusco, il tuo talento è diventato un problema e tu finisci a camminare su gusci d’uova pur di non dargli fastidio, pur di non scatenare in lui quel lato che non ti piace, quel lato che tanto si allontana dal Principe Azzurro che tu, Principessa, hai scelto.

Quel suo amore ti faceva sentire speciale, importante e bellissima e ora sei la larva di te stessa: dov’è finito il vissero felici e contenti? Dov’è il giuramento di amore eterno?

Principe Orribile ti imputa tutte le colpe del suo malessere e forse ha ragione perché non riesci a essere perfetta, sei tu la radice dei suoi mali, sì, perché solo con te Principe Azzurro diviene Principe Orribile quindi sei tu il maleficio perché sei sbagliata, sei una bambina incapace e stupida che non sa rendere felice un uomo e che anzi, lo cambia in peggio.

Ormai la frittata è fatta, sei completamente in balìa di un mare oscuro e minaccioso fatto delle tue stesse lacrime e tu, per inciso, neanche sai nuotare o leggere le stelle per cercare di rimettere i piedi a terra.

Così smetti di fare resistenza, smetti di voler capire, di preoccuparti, di voler risolvere, aiutare, semplicemente ti lasci andare al nulla e tutto sembra più calmo, ti viene una gran sete di verità, decidi di cambiare partendo da te e non dall’altro, scegli di voler essere felice e non di avere ragione. Prendi consapevolezza che eri così concentrata nel capire chi avevi accanto da aver perso di vista chi sei tu, che la sofferenza si era così annidata da averti bloccata, che l’amore è qualcosa che fa star bene e che se ciò non accade si tratta sicuramente di un sentimento ben diverso.

La porta verso la libertà è ora spalancata davanti a te, il percorso non sarà facile né veloce né privo di sofferenze ma sarà la tua strada con la tua mappa per arrivare a definirti con te stessa.

Perché non è pensabile delegare nessun essere al di fuori di noi stesse per la costruzione della propria felicità. Sei tu l’unica responsabile e fino a quando non lo comprenderai non potrai sbocciare in tutta la tua forza. Nessun amore ha il potere di renderti speciale perché tu già lo sei.

Da qui parte la rinascita e questo libro, con 100 storie di donne vere, che hanno reso la propria vita un capolavoro.

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Rita Levi Montalcini, scienziata – illustrazione di Cristina Amodeo

Donne esempio e modello per donne del futuro che, forse, si risparmieranno il calvario della consapevolezza dell’Io o, meglio, lo attraverseranno in modo diverso. Migliore, si spera.

Le donne raccontate in questo libro sono fiabe bellissime che fissano nella tua sottocorteccia il macro concetto che te ne devi fregare se gli altri ti dicono che non vali, che non è giusta la strada che intraprendi, che devi fare la brava bambina, buona e calma dentro una prigione dorata.

Sono donne che a dispetto dei tempi che attraversavano e vivevano si sono espresse con forza, facendo ciò che sentivano, senza pensare di essere sbagliate o imperfette.

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Lella Lombradi, pilota di Formula Uno – illustrazione di Sarah Mazzetti

Così il «C’era una volta una Principessa…» cede il passo a «C’era una volta una bambina che voleva andare su Marte, un’altra che voleva essere la più forte tennista al mondo, un’altra ancora che voleva sapere tutto delle farfalle e un’altra che voleva disobbedire per essere indipendente».

Ogni fiaba vera di donne vere è stata illustrata da una donna diversa che ha reso la propria passione per il disegno il proprio lavoro. Sfogliare questo libro è come aprire una matrioska di buoni esempi.

È un libro bellissimo che insegna alle bambine ad essere ciò che sono e ad amarlo, insegna che se non sarai tu la prima ad amarti più di ogni altra cosa al mondo non potrai accogliere l’amore nel modo più onesto.

Queste 100 donne hanno cambiato il mondo e contribuito a ricordare che quando permetti ai giudizi degli altri di diventare più importanti dei tuoi, finisci per cedere il tuo potere.

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Maria Sybilla Merian, naturalista – illustrazione di Amanda Hall

“Favole della buonanotte per bambine ribelli” nasce dall’idea di due autrici italiane Elena Favilli e Francesca Cavallo, le quali vivono in America e che, grazie al crowdfunding, hanno realizzato il libro inedito più finanziato della storia del crowdfunding raggiungendo la cifra di più di un milione di dollari.

La loro storia è quella che aggiungerei alle 100 raccontate come una fiaba di determinazione, audacia e fiducia.

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