Viaggio all’Ostello Bello: viaggiatori che passano, limone duro che resta

13 agosto 2011
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OSTELLO BELLO_Limone duro by Elena Borghi

 

Incredibile come uno spazio cambi quando si popola di bella gente.

Se questo posto poi è OSTELLO BELLO, va da sé che chiama viaggiatori che sono proprio così.

In questi ultimi due giorni i gradini che uniscono i piani più accoglienti di Milano, si sono popolati di quarantasette viaggiatori nuovi (se vuoi vederli clicca QUI) ma il numero è chiaramente destinato a salire.

Oltre a loro si aggiungono anche francesi, australiani e canadesi a dormire tra boschi di TreeBird, a leggere desideri presi da bottiglie-pesce e a limonare. E limonare duro, anche.

Si perché da quel pennarello bello che è il MOLOTOW 411 (per saperne di più clicca QUI) nascono anche personaggi destinati a esser notati.

I ragazzi dell’OSTELLO me lo dissero ridendo: “Oh. Falli limonare questi tuoi viaggiatori! All’OSTELLO vogliamo amore”.

Forse era una richiesta scherzosa o forse no, gira che ti rigira, io la coppia di mezzi limoni l’ho piazzata davvero.

Gli affezionatissimi, che hanno letto altri miei post passati, noteranno che ‘sta storia dell’Anima gemella, di Platone e della Mezza Mela è un argomento che ho già trattato (leggi o rileggi QUI) ora riproposta in veste grafica e ricca di vitamina C.

I mezzi limoni sono al loro primo viaggio insieme? O forse si sono conosciuti all’ingresso di OSTELLO BELLO? La rampa di scale tra il primo ed il secondo piano fu galeotta? O lo fu il bosco di TreeBird?

Fatto sta che i due mezzi limoni, a un certo punto, limonano.

Sulle modalità di come, perché, quando, decidilo tu.

Anzi, propongo bando di concorso “Storia di due mezzi limoni che, alla fine, limonano duro”.

Se passi da OSTELLO BELLO cercali tra i muri e racconta la loro storia.

Oppure, meglio! Scrivila e postala nella mia pagina Facebook (Tiè) oppure inviami una mail o un piccione viaggiatore insomma: fammela avere e io ne farò tesoro.

Del resto la natura umana è questa, ormai lo so.

Chi vede quello che faccio mi chiede sempre “Perché? Cosa vuol dire? Da cosa hai preso ispirazione? Da dove t’è venuta una roba così? Cosa fumi/inali/deglutisci/assorbi per via endovenosa e da chi la compri?”. Come spiegavo QUI , una delle cose che amo di più del mio lavoro è vedere che nelle persone c’è la ferrea volontà di capire cos’avevi in testa tu, mentre disegnavi.

Siccome nella mia testa, in realtà, non è che ci sia poi molto d’interessante, decidilo tu cosa vi passa dentro mentre disegno. Per me sarebbe un onore oltre che un sollievo.

In realtà le mie giornate all’OSTELLO volano in silenzio, persa nel mio mondo fino a quando la mano proprio non ce la fa più, fino a quando la punta del MOLOTOW 411 si spana.

Poi si va a casa, doccia, cibo, si racconta a te che leggi con foto e post e poi, con grande disciplina, si va a letto a riposare.

Altro che vite pazze dei creativi. Tzè.

Io, carmelitana scalza inside, mica ce la faccio a stare sul pezzo se non opto per una vita morigerata. Un po’ sarà che non c’ho più il fisico, per carità, ma un bel po’ è che ci vuole disciplina.

Che i PASSENGERS, poi, me lo dicono che tra i muri dell’OSTELLO, loro, ci stanno proprio bene, che si sentono a casa.

E allora ti senti appagata anche così, un po’ carmelitana scalza, un po’ regina del gradino e riparti per un’altra giornata di viaggio, tra le scale di OSTELLO BELLO.

 

Per vedere come procede passa da OSTELLO BELLO, tutti i giorni, a tutte le ore.

Per leggere come procede passa da qui, tutti i giorni, a tutte le ore.

Per assaggiare un’ ottima droga vai a farti i panini da DE SANTIS in Corso Magenta, 9, Milano.