Film Hysteria: storia di dildo e misteri penetrati

11 giugno 2013
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Dildo antichissimo per allietare la rinomata “notte dei tempi”.

Pare buffo argomentare di segreti impenetrabili parlando di un film come Hysteria visto che narra le vicende dietro (e davanti) all’invenzione del vibratore. Eppure è così.

Hysteria non appartiene di certo al genere “film colto” e neanche a quello “film impegnato” e neanche a nessun’altra categoria che comprenda vincere un Oscar o un qualunque altro premio cinematografico. Lo dico francamente: Hysteria è un film leggero, che va visto senza troppe aspettative, ma che va anche preso dal verso giusto.

Questo post avrà un alto tasso di doppi sensi, me ne rendo conto; l’unico modo per andare avanti è passarci sopra come fossero dossi stradali e segnalarteli con questo simbolo: (*).

Trama: epoca vittoriana, in una Londra puritana, compostissima e borghesissima, il giovane medico Mortimer Granville trova lavoro presso lo studio del dottor Dalrymple il quale pratica la masturbazione, sotto forma di massaggio vulvare, come cura dell’isteria femminile. L’Isteria è un termine che nasce dalla psicanalisi di quegli stessi anni per indicare un problema in stretta relazione all’attività uterina. Di conseguenza a ciò la masturbazione non veniva connessa all’attività sessuale bensì a una vera e propria terapia.

Edmund, amico di Mortimer, mette a punto l’invenzione di un piumino leva polvere elettrico e da lì a ricavarci il primo vibratore, il passo è brevissimo. In mezzo ci sta anche l’infilata di buonismo, femminismo, sentimentalismo e idealismo ma quella parte la tralascio volutamente (sia perché le parole che ho scritto e che finiscono per -ismo sono già troppe, sia perché son le solite cose da film che “a un certo punto di ficco la morale laddove non passa il dildo”).

Storia del dildo con breve ma intensa introduzione (*): questi oggetti accompagnano l’umanità da millenni. Infatti, presso il Museo dell’Antica Cultura Sessuale Cinese nei pressi di Shangai, è esposto un fallo di giada risalente a 6000 anni fa. Citato anche nella Bibbia: «Con i tuoi splendidi gioielli d’oro e d’argento, che io ti avevo dato, facesti immagini umane e te ne servisti per peccare» (Ezechiele 16:17) (*), da allora si è evoluto sempre più per forme e materiali, entrando con successo anche nella nostra passEra(*).

Dalla notte dei tempi rimane questo punto fermo: i vibratori o dildo consentono alle donne di raggiungere l’orgasmo più velocemente e facilmente.

La storia della sessualità europea è fatta di poca dedizione, poca curiosità, poco altruismo, poca costanza, poco studio dell’anatomia, poco interesse per il piacere femmineo, ma molto interesse per il maschile, egoistico piacere.

Ovviamente il mio è un discorso assolutamente generico poiché sono sempre esistiti e sempre esisteranno (spero) anche gli Illuminati ovvero uomini dagli animi curiosi, amatori votati al piacer femmineo e, solo in conseguenza a ciò, anche al loro. Gli Illuminati non si fermano all’idea che basti il loro pene per dare piacere a una donna. Loro, gli Illuminati, ci si applicano con instancabile mania di perfezionismo.

Gli Illuminati sono molto rari ma esistono. Credici.

Tornando verso casa dopo il cinema e riflettendo su questi importanti aspetti sociologici, mi sento improvvisamente colta da un’illuminazione che arriva insieme alla chiave di lettura di un mistero che giaceva impenetrato (*) nella mia mente da lungo tempo: Vattene amore di Minghi/Mietta, del 1990, è un testo che parla, in realtà, del dildo e già il titolo, letto in questa chiave, te la dice lunga. Ascolta anche il resto con quest’ottica: improvvisamente, tutto ti sembrerà più chiaro e anche frasi come “trottolino amoroso dudù dadadà” avranno un senso.

Prima di lasciarti al video, per un rinnovato ascolto di Vattene amore, una curiosità: in certi luoghi del creato, tipo in Texas, la vendita di articoli per la stimolazione sessuale è illegale. Molti negozi li vendono ugualmente a patto che l’acquirente firmi una liberatoria dove afferma di usare l’oggetto solo per scopi educativi (in che senso scopo educativo? Devo usarlo e intanto insegnarti le buone maniere?) (*). Pare non si facciano gli stessi problemi, ‘sti soliti americani,  per l’acquisto di armi ma quelle, sai, non mettono in dubbio la virilità di nessuno. La enfatizzano, semmai.

 

 

Questo post venne da me scritto in data 27 febbraio 2012, ai tempi dei miei contributi per MONDO DONNA di Blogosfere. In seguito alle mie dimissioni la nuova redazione di Blogo decide, inspiegabilmente, di censurarlo. Lo ripropongo qui, con orgoglio.