Margherita Hack: testa e cuore tra le stelle

29 giugno 2013
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Ricordo bene che da piccola si andava spesso a trovare una zia di mio nonno Lino. Si chiamava zia Giulia, è passata a diversa vita all’età di 99 anni.

Zia Giulia era una donna semplice, moglie di un militare, vestiva di nero da quando era rimasta vedova poco più che ventenne. Il suo unico figlio, Vittorio, s’era fatto prete.

Quand’ero piccola pensavo che lei, essendo così vicina ai cento anni, doveva avere un sacco di risposte a un sacco di domande. Per forza.

Ora non sono più così convinta che avere tanti anni voglia dire essere saggi. Più che l’età credo conti essere un’anima antica e questa è un’altra storia.

Oggi passa a vita diversa Margherita Hack, classe ’22, donna che non ha mai smesso di produrre parole, scritte e parlate e indiavolate, anche. Spesso scorbutica, poco incline alla superficialità o alla banalità, grande amante delle domande, a modo suo ironica e dotata di una nota di sguaiatezza che la rendevano singolare, di Margherita ho sempre pensato fosse la versione umana di Maga Magò (la strega de “La spada nella roccia” di Walt Disney, ndr). Eppure lei era molto più che una donna speciale: icona di pensiero anticonformista, riusciva a incarnare concetti laici di rispetto per il prossimo (umano o animale che fosse) anche senza il senso di colpa dato da una qualunque delle religioni, ha dedicato la sua esistenza a cercare di rispondere a una cifra considerevole di domande nel suo settore specifico di studio, il cielo, così come in molti altri terreni di rivoluzione sociale.

Io del cielo so poco e questo è buffo perché il mio naso, è stato più verso l’aria che verso la terra. Tutt’e due con testa fra le nuvole e sopra le stelle ma con risultati di vita nettamente diversi.

Io non so, per esempio, come faccia il cielo a esser blu o a cambiar colore, non so concepire che esistano le galassie, che quelle lucine son stelle e che la velocità della luce è insuperabile.

Ecco, il mio cervello non ce la fa a porsi quelle domande lì e sceglie di ragionare da scenografa. E allora per me il cielo è un telo armato da una complessa struttura di sostegno, le stelle son lucine, i pianeti sono una faccenda astratta e la velocità della luce è una roba che accetto con fede senza pormi questioni. Bisogna anche saperli ammettere i propri limiti.

E allora figurati quanto la stimo la Margherita che con queste domande nella testa è arrivata a sfiorare i cento anni, che rispondeva cruda e chiara e che ai giovani ha sempre detto di essere combattivi e non timidi.

Così penso anche a mio nonno Lino che, a 90 anni, decide di voler salutare la sua Patria per la quale ha lottato e per la quale soffre tutt’ora, facendo un viaggio dall’Australia e divenendo, tra l’altro, il più anziano dirottatore d’aerei della storia visto che, a causa di un malore in volo, ha costretto tutto un aereo Emirates a un atterraggio d’emergenza in Iraq.

Ora sta bene, grazie. Talmente bene che prima di salutarmi mi ha detto: “Ricordati di avere coraggio e di avere forza. Sempre”.

Lo dico anche a te che magari ti serve com’è servito a me un promemoria così, che la tua vita non la combatterà nessuno al posto tuo. E comunque, cento dei tuoi giorni migliori.