Venerdì 17 maggio 2013: storia del protettore delle donne e dello zabaione

17 maggio 2013
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Venerdì 17 oggi e tutti a toccarsi. Tutti quelli che credono nella sfiga, perlomeno.

Io non credo nella sfiga, non sono scaramantica e detesto atteggiamenti isterici dietro a sale che cade, gatto che attraversa o parole che non si dicono.

Ma credo nel senso assoluto di fede. Amo le vite dei Santi, dei Beati, sogno a occhi aperti e rido come una pazza leggendo la meravigliosa creatività dell’essere umano, capace, soprattutto in epoca di analfabetismo, di ricamare gesti e aggiungere leggende a vite spesso caratterizzate da disturbi della personalità.

Ecco, oggi, venerdì 17 non pensare alla sfiga ma al fatto che si venera, nella tradizione cattocristiana, San Pasquale di Baylón protettore dei cuochi prima, inventore dello zabaione e, per questo, protettore delle donne oggi.

Un tizio nato e morto nel giorno della Pentecoste (16 maggio 1540 – 17 maggio 1592) e questo te la dice lunghissima sulla sua volontà di far le cose in un certo modo.

Imparò a leggere da solo mentre badava alle pecore del gregge, venne rimbalzato dai conventi francescani perché troppo giovane per farsi frate, alla fine ce la fece, accettando anche i compiti più pericolosi. Sfidò i calvinisti francesi senza morire, portò ovunque poté il suo amore sconfinato per l’Eucaristia fino a scrivere una raccolta di sentenze tese a comprovare la reale presenza di Cristo nel pane e nel vino e il potere divino trasmesso al Papa. Morì all’età di 52 anni, nel convento del Rosario a Villa Real, anche a causa delle frequenti mortificazioni corporali alle quali si sottoponeva.

Ma arriviamo al punto: è considerato patrono dei cuochi e dei pasticcieri ma anche delle nubili in cerca di marito e popolarmente delle donne in generale poiché, approdato a Torino per il suo apostolato presso la Parrocchia di San Tommaso, consigliava alle sue penitenti che si lamentavano della poca vivacità del consorte, una ricetta segreta che (era lui ad assicurarlo) avrebbe dato vigore e forza al soggetto. Tale ricetta venne sintetizzata in 1+2+2+1 e tutt’ora mi chiedo come potesse essere arrivato a sapere il segreto del vigore un frate.

Tant’è che venne santificato nel 1680 da Papa Alessandro VIII, entrò rapidamente nella leggenda, tanto che le donne torinesi si scambiavano e consigliavano la sua ricetta per beneficiare del miracolo del Santo Pasquale de Baylón, il cui nome, in dialetto torinese, fu subito abbreviato in San Bajon.

Nacque così a Torino ‘L Sanbajon, in seguito italianizzato in Zabaione o Zabaglione.
Questa ricetta varcò i confini sabaudi e venne, col tempo, conosciuta in tutto il mondo e San Pasquale de Baylon è, dal 1722, il Santo Protettore di tutti i Cuochi del mondo.

Il suo culto, oltre che nel luogo di origine, si diffuse particolarmente a Napoli, grazie ai lunghi anni della dominazione spagnola. E figurati se nella tradizione popolare napoletana il nome di Pasquale Baylón non portava con sé anche un’invocazione colorita: «San Pasquale Baylonne protettore delle donne, fammi trovare marito, bianco, rosso e colorito, come te, tale e quale, o glorioso san Pasquale!».

La Ricetta.

  • 1 tuorlo d’uovo
  • 2 cucchiaini di zucchero e sbattere fino a quando il tuorlo diventa quasi bianco Aggiungere:
  • 2 gusci d’uovo abbondanti di marsala (non all’uovo)
  • 1 guscio d’acqua

Mettere sul fuoco con fiamma limitata (o a bagnomaria) sempre rimescolando con un cucchiaino sino al primo cenno di bollore.
Togliere dal fuoco e continuare a rimescolare.
Servire.

(fonte: comune.torino.it)