Pane, burro e Vegemite: la colazione dell’anima gemella

7 dicembre 2014
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Pane tostato, burro e Vegemite su piatto “INKANTO” by Elena Borghi.

 

In Ca’ Borghi la colazione della festa è sempre stata a base di pane tostato, burro e Vegemite un caposaldo della catena alimentare australiana e l’equivalente del Demonio per qualunque italiano sano di mente.
Vegemite è un concentrato d’orzo con l’aggiunta di sali minerali ed estratto di malto e il sapore, volendo provare a spiegarlo in poche parole a te, che non l’hai mai assaggiato, è pari a quello di un buon dado vegetale in crema. Stai inorridendo lo so, perché sei, giustamente, un rappresentante della più alta espressione della cucina mondiale. Te ne rendo atto.
Mentre addento la mia fetta di paneburroestrattovegetale so di compiere la peggiore delle nefandezze e che non son degna neanche d’averlo sullo scaffale «Il Talismano della Felicità». Tuttavia, quando un sapore conosciuto nell’infanzia è legato al piacere di ricordi belli, quel sapore, fosse anche il più inverecondo, per te sarà in eterno la più alta espressione della gioia papillico gustativa. Tutti in Ca’ Borghi sappiamo che il Vegemite è, al contempo, una bestemmia organolettica e il nostro segreto fil rouge famigliare.

Tutt’oggi se uno di noi figli torna a casa dicendo d’essersi fidanzato, dall’altra parte troverà occhi gioiosi e seri che formuleranno una sola, grande domanda: “Gli hai fatto assaggiare il Vegemite?”. E tu, seriamente, darai il tuo responso perché se un italiano qualunque, non legato da poetici ricordi, assaggia il Vegemite per la prima volta e lo trova buono, vuol dire che quell’italiano può integrarsi nella tua famiglia d’origine come se vi fosse sempre vissuto, quell’italiano potrà accettare ogni sfumatura più sinistra del tuo animo, può, in buona sostanza, essere la tua anima gemella. Perché a quell’italiano, ignaro che in una bizzarra colazione si nasconda un test psicologico tanto profondo, il Vegemite non parrebbe buono se non lo fosse così tanto per te, non parrebbe buono se non rappresentasse una fetta della tua infanzia, periodo della tua vita che, per inciso, lui mai vivrà e del quale ora potrà, quantomeno, nutrirsene.
Ecco, il test del Vegemite è molto importante in Ca’ Borghi, vissuto come una sorta di rito d’iniziazione al cui naturale epilogo poco altro c’è da aggiungere. E che giubilo di urletti felici quando la risposta è “Gli piace!”. Minimo si apre una bottiglia di quello buono per brindare all’amore.

Tratto da «Racconti attorno a un atteso sconosciuto», un libro che non esiste ma che, un giorno, scriverò. Racconto I.