Capodanno 2015: che sia dolcezza al sapor di Marsala, per tutti

1 gennaio 2015
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capodanno-2015-Marsala

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A me questo Duemilaquattordici è piaciuto tanto. Lo so, l’avevo detto anche del Duemilatredici (rileggi il post QUI) ma, cosa ti devo dire? Mi entusiasmo ogni volta. So trovare strepitosi anche gli anni peggiori, in fondo, perché mi hanno saputo dare tanto, a modo loro.

Questo Duemilaquindici ha il sapore degli aghi di pino e sarà la dolcezza del marsala, con le sue sfaccettature cromatiche, a far sì che dell’ago rimanga solo il pungente richiamo al mare e non la capacità di fiocinare il cuore. Che siano dolcezza e tenerezza a passare attraverso la tua bocca, siano esse per nutrire il tuo cuore, ricevendo tenerezza da chi ti circonda, siano esse per nutrire quello degli altri, donando parole coraggiose che ispirino forza, che costruiscano rispetto, che scuotano fronde.

Pensandola così non potrai che avere la sensazione di un anno interessante davanti a te, denso di amore, sviluppi, viaggi, sorprese e scelte ricche.
Sarà che è divulgando lealtà che ti circonderai di amici generosi, sarà che è guardando il mondo con curiosità che svelerai città prima invisibili ai tuoi occhi, sarà che il mondo è grande come un fazzoletto eppure così infinitamente ricco di sorprese inaspettate dietro a quasi ogni angolo, sarà che tutto scorre e tutto torna basta saper accogliere e saper lasciare andare, sarà che essendo contenta di ciò che già hai costruito ti sembrerà chiaro che il bello deve ancora venire, sarà che è schermandoti da chi cerca di manipolare la tua serenità con parole di sconforto, da chi cerca di portarti in basso lontana dalla luce della gioia, per sentirsi meno solo laggiù, nel buio dell’incertezza di una vita lasciata scorrere, che potrai continuare a costruire con ottimismo una vita sempre più in contatto con il tuo scopo vero e profondo che ti rende strumento meraviglioso su questa terra.

In questo Duemilaquindici voglio essere radicata come pino marittimo in questa terra che amo, voglio esser capace di brillare nel colore, qualunque sia la stagione. Voglio sentire la forza del cielo entrare nella mia testa, attraversare il mio corpo, uscire fronda dalle mie dita, uscire radici dai miei piedi e scendere giù, veloce, correre inarrestabile verso il cuore della Terra e arrivare forte a quel centro rosso fuoco di energia primitiva che è intuito, consapevolezza. Voglio assorbire la forza che è Il Tutto, succhiare luce con la sete di millenni nell’arsura di un deserto duro ma amorevole come un Padre severo. E la vita sale, a ritroso, da quel centro che è Il Tutto e veloce ripercorre la strada fino all’Io più selvaggio finalmente riscoperto e pronto a essere nutrito in ogni sua parte infinitamente piccola.

Ed ecco che arriva quell’energia, rossa fino alla fluorescenza, con un impatto che è detonazione sublime e allora il mio corpo, il mio spirito e la mia mente saranno così radicati da saper assorbire al meglio anche il cielo.

Come pino marittimo allora resisto ai venti più forti, alle tempeste più devastanti, ai fulmini più inaspettati, tutto è irradiato di luce gioiosa perché finalmente so chi sono, dove sto andando, perché sono qui e faccio, continuamente faccio, con tanto di quell’amore da irradiarne.

E allora mi sentirò sciocca per aver sperato in quei piccoli desideri, attendendo passiva che la corrente me li portasse, magari anche un po’ malconci, perché sono io stessa colei che può creare ciò che desidero per la mia vita, perché tutto il meglio attendeva solo che io mi decidessi a coglierlo.

Così è, se ci credi, il mio augurio anche per te.