Idee per diventare ricchi: investire sulla masturbazione

20 marzo 2013
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Progetto di “Vasca da bagno masturbatrice Jill-Jett”

 

Pare esista l’idea di una vasca da bagno che promette grandi cose all’Universo femminile. Nessuno l’ha ancora prodotta ma, tranquilla, organizzo tutto in un attimo.

Proprio ieri dicevo quanto sia sacrosanta la masturbazione, soprattutto in carenza di materiale umano che provveda diligentemente a procurar piacere, ed ecco che oggi mica scopro che c’è lì, in un cassetto, un’invenzione strabiliante mai prodotta?

C’è da chiedersi come mai questo progetto, con tanto di spiega e disegno didascalico, “Vasca da bagno masturbatrice Jill-Jett”, non sia mai stato realizzato. Promette di offrire piacere alle donne grazie ai suoi strategici idro getti di stimolazione terapeutica, posizionati nel punto in cui, la lungimirante proprietaria, si va ad accomodare.

Un prodotto è di design quando unisce all’estetica la funzione quindi dai, perché non è stata ancora prodotta? Con tutta la crisi che si sente nel settore, mi sembra un ottimo periodo per tirar fuori il progettino dal fondo di ‘sto cassetto.

Il dettaglio fondamentale di questa notizia è che il suo inventore è un mago illusionista dal nome che è tutto un programma: Penn Jillette. Quando si dice che un nome determina i tuoi interessi, il signor Penn dichiara di conoscere molto bene le donne, di sapere cosa dà loro piacere e di aver messo in pratica tutta la sua somma conoscenza proprio in questo progetto, elaborato nel lontano 1999.

Come fai a non credere all’inevitabile successo che potrebbe avere la Jill-Jett se esistesse in commercio? Con tutta la pubblicità che fanno al sesso e all’importanza di provare piacere, non avrebbe neanche bisogno di chissà quale lancio: si venderebbe da sola.

Poi magari, sì, ecco, mi butti giù un bel progettino di comunicazione, mi scegli una testimonial giusta e via! Campagna stampa, affissioni, spot, eventi.

Allora, senti qua: chiamiamo Il Trota, che c’ha lì, che gli ballano in tasca, i soldi della liquidazione del partito (più altri risparmiucci che fa in fretta a recuperare da qualche conto all’estero), gli vendiamo l’idea, che tanto ci metti un attimo a far capire a un laureato di cosa stiamo parlando. Poi, ascolta bene, chiamiamo Fabio Novembre, che un designer inserito ci vuole, lui ci butta giù un’interventino di restiling all’originale forma di vasca, tipo, chessòio, una forma di culo in negativo laddove ci sono i getti, così facciamo anche un richiamo alla sua sedia Her che va tanto di moda, poi, seguimi eh? C’è da scegliere la testimonial per la campagna pubblicitaria e chi vuoi chiamare se non la Carlà? Ma sai che botto con tutti questi V.I.P. da copertina messi insieme?

Già ce lo immaginiamo lo spot: scenografia radical chic con la nostra vasca masturbatrice in mezzo a un salone vuoto con camino acceso, candele ovunque, magari qualche uccello esotico che vola libero, Carlà che cammina suadente, la sua

vestaglia di seta che scivola dolcemente a terra, taaac, nudo d’autore mentre entra in vasca. Se vuoi le facciamo dire una roba tipo: “Sono stanca delle cose che non durano… io ce l’ho durà”. Ammettilo: è una bomba.

Poi magari cambiamo anche il nome che Jill-Jett, scusami amico Penn, ha poco tiro. Potrebbe diventare “Voglia di Pesce da Novembre”, una vasca che promette miracoli tra i quali: risollevare le sorti della tua vita sessuale e incrementare il lavoro a un sacco di brava gente.