Non ci vedo bene ma ci sono: posta del cuore a Dio (Diciasettesima Lettera)

8 dicembre 2013
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Rara immagine di Dio, ritratto in un momento di distrazione. Disegno di Elena Borghi.

 

Perse tutte le speranze, non ti rimane che scrivere a Dio, sperando che risponda.

Questa è una rubrica domenicale nata a Sua insaputa ma, ovviamente, anche a Sua immagine e somiglianza.

Domande, pensieri, parole, opere e omissioni di gente che, una qualche risposta precisa la vorrebbe. E chissà che magari un giorno non arrivino anche.

 

Caro Dio,

nel giorno dell’Immacolata Concezione, ti scrivo perché sento forte il desiderio di dirti che ieri ho letto il libro che hai scritto. Non la Bibbia, l’altro: “Dio non gioca a dadi: tiene il banco” che comunque sta avendo già un notevole successo, nonostante siano passati pochi mesi. Vedrai tra duemila anni.

Devo anche dirti che è stato un piacere leggerlo. Un VERO piacere.

Sì, insomma, in questi giorni ho visto i video artistici “Hysterical Literature”, del fotografo e regista Clayton Cubitt: un tizio di New York (ma perché VENGONO sempre da lì?) che ha pensato bene di legare piacere della lettura a piacere del vibratore. Quindi ha ripreso con la telecamera delle donne con in mano il loro libro preferito e tra le cosce un vibratore acceso. “Esplorazione della femminilità, dualismo mente/corpo, contrasto tra cultura e sessualità”, dicono (fonte: freebear.eu, ndr). Voyerismo un filo sadico, pare a me.

Vederle leggere a fatica, in una stanza asettica, sedute, truccate, con davanti una telecamera, Clayton che le guarda e le ascolta mentre trattengono a stento il piacere, fino a riuscire a raggiungere l’orgasmo, mi ha fatto provare molto scetticismo sulla veridicità di questo piacere.

Ecco, io ero a casa mia, non in un set con davanti Clayton ma, per crearmi delle difficoltà che mi mettessero a disagio, ho deciso di leggere un libro scritto da te, Dio, che, voglio dire, mi pare essere una bella sfida.

Invece mi hai fregata perché il tuo libro fa godere dal ridere.

E chi se lo aspettava? I testi sacri non son certo famosi per dar piacere. Scusami se ti parlo così francamente, ma sai, dopo quello che è successo tra noi mi pare di potermelo permettere.

Non fosse una bestemmia direi in giro che ti ho portato a letto perché è lì che eravamo. Mi limito a confidarlo a te, il diretto interessato, che tanto ormai lo so che hai il senso dell’umorismo. E oggi mi sembra anche il giorno giusto per farlo, tra l’altro.

Grazie per avermi fatto venire. Se non ci fosse un tuo fan club già ben avviato, l’avrei fondato io con enorme piacere e, questa volta, gestito solo da donne.

Un bacio, tua sempre,

Anima Appagata.

 

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