Accademia di penoplastica a Milano. Solo per uomini penosi

23 maggio 2014
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Sappiamo benissimo che certi argomenti hanno tiro nel web e che le testate creano sapientemente titoli eclatanti che possano viralizzare in fretta nei social.

Quindi, molto spesso, ti accorgi che il titolo eclatante condensa tutta una presa per i fondelli dell’intelletto e ti senti, come minimo, un gigione per aver aperto quel sensazionale post con quello strepitoso titolo che, fondamentalmente, non dice un cazzo di niente. A volte però non è così e quel titolo dice qualcosa del cazzo. Letteralmente.

Ecco degli esempi:

“Milano capitale mondiale della “penoplastica” – fonte: ilgiornale.it (perché penoplastica è virgolettato? Ei, Giornale, guarda che non è slang).

“Sesso: l’ossessione maschile per la “taglia”, Milano capitale penoplastica” fonte: adnkronos.com

“Allungamento del pene: Milano è la capitale della “penoplastica” fonte: today.it

“Sex design: boom di penoplastica in Italia, nel 67% dei casi si tratta di uomini sposati” fonte: direttanews.it

Chiudo con i raga’ di direttanews perché li trovo i più divertenti con quella postilla pruriginosa sugli uomini sposati, ma puoi trovarne molti altri di titoloni così, in questi giorni.

La storia delle dimensioni del pene e degli uomini ossessionati dai centimetri, lo sai che mi sta a cuore (ne ho parlato QUI), io che tifo normotipo tutta la vita, puoi ben capire che, a parte casi di gravi deformazioni che rendono impossibile una felice vita sessuale, a parte malattie o fratture del cazzo che richiedano l’intervento del chirurgo intimo maschile, ecco a parte tutto questo, puoi ben capire che io mi possa anche domandare se il problema non risieda altrove anziché nell’ossessione che porta alla “sindrome da spogliatoio”.

Che poi, a voler approfondire, la Penoplastica (o Falloplastica) è l’intervento chirurgico per aumentare la lunghezza del pene. Sì, ma tipo di 2/4 cm, mica 12.

Poi c’è il Lipofilling che permette di allargare il diametro del pene. Sì ma tipo di 1 cm, mica che ti ritrovi con una bottiglia di coca-cola da due litri tra le gambe.

Ecco, uomo che ti vuoi far ritoccare il pistolino, sappi che preleveranno del grasso dal tuo corpo e con quello ti imbottiranno il ciccio, recuperando, senza ricovero, con anestesia locale e a modiche cifre (si dice dai 3 ai 7 mila euro), quei pochi centimetri a te tanto cari.

Ma ti segnalo anche la Liposcultura del pube, che viene eseguita soprattutto nei soggetti sovrappeso, quando il grasso pubico pre-penieno ingloba la radice del pene, facendolo apparire ulteriormente più corto.

Che poi cioè, cosa volete dirci con quel “nel 67% dei casi sono uomini sposati”? Che gli uomini sposati credono così facendo di soddisfare di più le loro mogli o vogliono un Master che li riqualifichi per “introdursi” meglio con altre donne?

In questa nostra Italia dove, sibillinamente e certosinamente, per anni, per decenni, ci hanno inculcato che l’uomo di successo è quello che scopa tante donne, anche se le paga, per dire. Dopo che i cartoni animati della Disney hanno attuato messaggi subliminali atti a creare dipendenza da sesso e che i cartoni animati giapponesi testimoniano quanto gli uomini con micro peni siano ossessionati dalla penetrazione, ecco dopo tutto questo, il risultato è che 2000 casi all’anno di chirurgia penosa sono destinati ad aumentare in fretta.

Chi vive a Milano, o ci viene anche solo per una giornata di shopping, per dire, non può fare a meno di notare come gli uomini eterosessuali di qualunque regione purché avviati verso una vita di squallori emotivi, sembrino scegliere la città della Madunina come luogo dove vivere.

I miei stessi amici gay mi guardano con occhio empatico e tenero mentre sussurrano: “Povere donne etero che vivete a Milano: la landa della frustrazione sessuale. Per voi”.

Poi ci sono le eccezioni, certamente. Tipo te, che mi stai leggendo e già fremi dallo scrivere commento polemico al post dove parli male delle donne, dicendo che la colpa è loro se non tira a nessuno. Ecco, lo so, tu sei speciale, sei diverso, per carità, facevo un discorso generico. Parlavo di molti casi tra i tuoi colleghi maschi, casi che testimoniano un’inettitudine nel fare all’amore, fattene una ragione. Anzi, no, fattene una REGIONE se vuoi. Fattene una a sera di donna, con il tuo pene, così com’è, senza esser passato per il day hospital della Nuova Accademia di Penoplastica (si chiamerà NAP dici?), con lo scopo scòpo, per carità. Se sei uno di quelli che crede al sesso separato dall’amore, non sarò certo io a volerti far cambiare idea. Non spreco neanche una parola se non per dirti: Vai! Fattele tutte ma fattele bene.

Tipo come?

Tipo con altruismo, con ricerca, con gioiosa volontà di dare piacere per riceverne, con entusiasmo, con curiosità, con libertà, con sincerità, con rispetto, con gioia di vivere. Ecco, è soprattutto l’ultima che manca, in genere, cari maschietti che vivete a Milano e che strascinate i piedi anziché camminare fieri, che avete gli angoli della bocca rivolti verso il basso anziché sedurre con un bel sorriso o – santocielo – con dell’umorismo intelligente. E poi certo che ci sono le eccezioni, eccheccazzo!

Ma gli Illuminati che sanno essere amanti sono uomini così rari che, se ne incontri uno, ti senti tipo una miracolata, una moribonda che è stata salvata subito dopo aver ricevuto l’estrema unzione, una vincitrice con la V maiuscola che ha ogni diritto a divulgare la sua storia, una gloriosissima Fregna che neanche se t’avessero incoronata a un concorso di bellezza dopo aver surclassato Laetitia Casta e Gisele Bündchen te la meneresti tanto.

Ecco, tutti gli altri non si stupissero se si sentono dare dei penosi. Per dire.